A proposito di CITES: l’India fa contenti i green. Stop all’import di pelli esotiche. Ma tanto se ne vendevano poche

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L’India dice addio alle pelli di rettile, visone, volpe e, più in generale, di molti degli animali che rientrano nella convenzione CITES. Il loro import, grazie a un emendamento pubblicato il 3 gennaio dal Governo Modi, da libero diventa “prohibited”, cioè vietato. Perché? Per ostacolare un’industria che provoca “sofferenze agli animali”. La mossa di Nuova Delhi ha quindi ragioni green: se n’è occupata il ministro per le Politiche Giovanili, Maneka Gandhi (ambientalista e molto vicina alle sigle dell’associazionismo verde, nella foto), che ha coinvolto il collega per l’Ambiente e fatto pressione sul collega titolare del dicastero per il Commercio. Il provvedimento indiano ha più valore simbolico che pratico per il mercato conciario. Già dagli anni 60 Nuova Delhi ha imposto sempre per ragioni etiche forti limiti alla lavorazione delle pelli esotiche, mortificandone il giro d’affari fin lì fiorente. Negli ultimi anni l’export comunitario di pellami di rettile e di animali da pelliccia verso l’India era di circa 200.000 euro annui, torta di cui l’Italia rappresenta una fetta da 10.000 euro. (rp)

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