2,8 milioni di euro (italiani) alla scarpa etiope. Marchigiani furibondi: “Finanziamo la concorrenza: è una vergogna!”

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Imprenditori marchigiani in rivolta dopo aver appreso che l’Italia finanzierà con 2,8 milioni di euro un progetto UNIDO per lo sviluppo dell’industria calzaturiera in Etiopia. Nella sua prima fase, il progetto, che aveva già ricevuto un finanziamento di 750.000 euro da parte della Cooperazione italiana, ha offerto assistenza a 377 imprese in diversi distretti di Addis Abeba che impiegano direttamente quasi 4.000 persone. Per Giampietro Melchiorri, presidente di Confindustria Fermo: “Ciò rappresenta perfettamente quello che noi imprenditori diciamo da tempo, ovvero la totale lontananza della politica dal mondo delle imprese e dei lavoratori. Purtroppo sarebbe l’ennesima prova che la politica disconosce i problemi reali e ignora totalmente molti settori produttivi del nostro Paese. Ma alla Regione Marche non sono a conoscenza di questa notizia? Perché sarebbe una grave mancanza”. Per il monturanese Cristiano Ferracuti, vicepresidente dei Giovani di Assocalzaturifici si tratta di “una beffa. Capisco i motivi politici, ma basterebbe un decimo di quella somma per fare qualcosa in un settore in cui facciamo sempre fatica ad ottenere qualcosa”. Non si fa attendere nemmeno il commento di Manfredo Gironacci di Melania: “Incredibile. Cosa posso dire? Finanziamo la concorrenza per diminuire ulteriormente quella piccola fetta di produzione che ci resta. Vuol dire che il lavoro non ci interessa”. Paolo Silenzi, calzaturiere e presidente di CNA Fermo: “Sarà pure un progetto autorevole ma mi sembra un… dare a loro per togliere a noi. Ne prendiamo atto”. Per Marino Fabiani di Fermo, “è una vergogna. Ci hanno penalizzato con le sanzioni alla Russia e ora finanziano l’Etiopia!”. (mv)

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