“Fare impresa è intenso e faticoso, prendo esempio da mia zia di 99 anni”: Sara Galli, calzaturificio Brunate

“Vuole sapere come va l’azienda? Chieda a Letizia Galli, mia zia. Ha 99 anni e viene tutti i giorni in azienda. Ma mica a passare il tempo, viene per lavorare: compila ancora gli assegni. E quando ci sono le fiere mi chiama ogni giorno per sapere come va. Per lei l’azienda è tutto. È un esempio per noi”. A parlare è Sara Galli che, insieme a due fratelli e due cugini, gestisce il calzaturificio Brunate di Lomazzo (Como). Ha studiato lingue e aveva appena 16 anni quando ha cominciato ad accompagnare suo padre in giro per il mondo. Poi l’università (Scienze Politiche ad indirizzo economico) e, a 25 anni, l’ingresso in azienda. “C’era bisogno di qualcuno che conoscesse le lingue. In verità mi sarebbe piaciuto fare prima altre esperienze – confessa Sara –, anche al di fuori del settore moda”. L’idea di lavorare nel calzaturificio, a dirla tutta, l’affascinava, soprattutto perché le avrebbe dato l’opportunità di viaggiare. “Ricordo con piacere i primi viaggi in Giappone, Russia, a Vilnius, in Lituania. Al di là di questo – continua –, mi sono ritagliata il mio spazio: oggi sono responsabile commerciale e costruisco le collezioni. L’avere a che fare con diversi mercati porta ad ampliare l’apertura mentale per poterli approcciare nel modo giusto. Vuol dire conoscere le varie culture e i relativi gusti, per poi poter proporre gli articoli più adatti”. Sara definisce la sua esperienza imprenditoriale così: “Intensa e faticosa, ma bella quando arrivano i risultati. Come si fa a gestire un’azienda guidata da 5 familiari? Basta avere la cultura e la sensibilità di discutere, e anche litigare, ma sempre con un fine costruttivo. Una volta dato per scontato questo, è tutto più semplice”.

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