“Una mia sfida personale, dimostrare di meritare i miei traguardi”: Laura Nardi, Bianchi e Nardi 1946

Si è laureata in Ingegneria Gestionale a Bologna con una tesi scritta a New York sulla gestione delle piccole-medie imprese italiane all’estero. Si è trasferita a Milano per fare un’esperienza fuori dall’azienda di famiglia, lavorando in un’importante società di consulenza. Ma “ho sempre pensato che la mia strada sarebbe stata nell’azienda di famiglia e sono tornata a Firenze”, spiega Laura Nardi, classe ’84, il più giovane membro del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di pelletteria Bianchi & Nardi 1946 di Scandicci. “Sono entrata partendo dalla base, in fabbrica, perché volevo capire come funzionava il processo. Poi sono passata in ufficio, per dare un nuovo approccio al sistema gestionale e organizzativo. Da lì sono iniziati 9 anni di trasformazioni con un graduale, quanto radicale, cambiamento dell’azienda”. Oggi l’azienda non si occupa solo di produzione, ma ha 15 grandi brand di cui gestisce lo sviluppo prodotto. Laura si occupa della parte commerciale e dei rapporti coi clienti. È una giovane imprenditrice a cui non è mai pesato essere donna. “Non mi sono mai sentita discriminata o messa in discussione – racconta -. È stata più una mia sfida personale dimostrare di meritare i miei traguardi e non essere considerata “la figlia di”. Ci sono stati momenti difficili, ma sono quelli che mi hanno dato modo di mettermi alla prova”. “La cosa che noto, però, è che sono pochissime le donne al vertice”. Non è sempre facile far valere la propria autorità: “Io sono cambiata tantissimo da quando lavoro in azienda – confessa -. È vero che la donna deve fare l’uomo. Ciò non vuol dire non avere rispetto per le persone, ma non avere mai paura di ciò che dici, perché lo fai per il bene aziendale”.

 

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati