Mentre VW inasprisce il piano già duro, Maserati s’affida ai soci

Mentre VW inasprisce il piano già duro, Maserati s’affida ai soci

Tensioni attraversano la filiera europea dell’auto e gli ultimi aggiornamenti ci danno la misura delle proporzioni ormai raggiunte. Che il gruppo Volkswagen fosse in crisi già si sapeva. Colpisce invece leggere l’aggiornamento di un piano, già duro, che valica la soglia del “lacrime e sangue”: i licenziamenti salgono a 100.000, mentre le aperture in Cina e negli States si compensano con le chiusure in Germania. Maserati, intanto, cerca al di fuori del proprio perimetro le risorse per risalire la china: i piani per il futuro passano dalle joint venture.

VW inasprisce un piano già duro

Eravamo rimasti lo scorso marzo all’accordo con i sindacati per circa 50.000 licenziamenti entro il 2030. Evidentemente, non erano abbastanza. Il primo trimestre del gruppo, scrive il Corriere della Sera, si è chiuso con utili in calo del -14% (dopo il -44% nel 2025) e nel board, mentre il titolo continua a scivolare in Borsa, ci sarebbe chi comincia a temere per la continuità stessa del gruppo. Per questo il piano del CEO Oliver Blume è a dir poco drastico: riscrive l’intera strategia di Volkswagen. Che non sarà più centrata sulla Germania (dove si prepara la chiusura di 4 fabbriche), ma sul presidio dei mercati chiave. I principali investimenti programmati sono tutti all’estero: uno negli States (anche per aggirare i dazi) e l’altro in Cina.

 

 

Intanto, Maserati

La proprietà ha più volte rassicurato: “Non cederemo Maserati”. E, infatti, Stellantis non apre il capitale del brand di lusso, ma intavola le nuove iniziative in sinergia con nuovi soci. Il futuro di Maserati nell’elettrico, dunque, passa da joint venture (dove Stellantis mantiene il 51%) con partner ancora in via di individuazione: secondo il Corriere, in lizza ci sono le cinesi Huawei e JAC. La produzione dovrebbe rimanere in Italia. Dopo il picco storico del 2017, quando i modelli Ghibli e Levante hanno portato il record di 51.500 unità consegnate, il marchio è sceso fino alle 7.900 del 2025. Urgono nuove idee e, soprattutto, nuovi successi.

Foto Shutterstock

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