Stellantis non molla l’Italia. A dirlo è il CEO Antonio Filosa, che a margine dell’Investor Day di Detroit ha parlato di un rilancio che passa dagli stabilimenti del territorio nazionale, ma che guarda senza esitazioni anche a Spagna, Francia e Cina. Tenendo così insieme promesse industriali, equilibri politici e una mappa produttiva che cambia velocemente. Il Piano Italia concordato tra il presidente John Elkann e il governo italiano resta sul tavolo, ma la mappa del gruppo si ridisegna attorno a partnership strategiche e piattaforme condivise. Tra modelli in arrivo, stabilimenti da saturare e marchi da riposizionare, la sfida è trasformare un conglomerato in un sistema coerente. E capire se il sogno di una rinascita del settore sia ancora un obiettivo o solo un ricordo.
Stellantis non molla l’Italia
Per Filosa la gestione della produzione sarà più chirurgica. “Non chiuderemo stabilimenti in Italia né in altri Paesi in Europa”. L’Italia resterà quindi nel perimetro operativo, anche se gli ultimi numeri mostrano un sistema che fatica a tenere il ritmo, come sottolinea il Corriere della Sera. Nel 2025 la produzione nazionale è scesa del 20% rispetto al 2024. E proprio sull’onda dei numeri si è iniziato a temere per gli stabilimenti locali. Filosa ha però rassicurato gli investitoti. Mirafiori, l’unico sito in crescita, è ripartito con la 500 ibrida. A Melfi è stata avviata una fase di lanci ravvicinati, Compass, Lancia Gamma, un modello DS, mentre Atessa è diventata il centro dei Large Van, oggi l’investimento più consistente sul territorio nazionale. Cassino resta però sotto osservazione e viene legato al percorso Maserati: il Tridente tornerà a dicembre con una strategia aggiornata e due modelli destinati a raccogliere l’eredità di Levante e Quattroporte. Dopo che erano addirittura circolate voci su una possibile vendita del marchio. Alfa Romeo continuerà invece su due binari: un nuovo C-Suv assegnato a Melfi, la futura Giulietta prevista per il 2030 e la linea Quadrifoglio che continua a rappresentare la parte più identitaria del marchio per il CEO.
La rete che ridisegna Stellantis
La vera accelerazione, però, arriverà fuori dai confini. La Spagna, forte di energia a basso costo e impianti iper-efficienti, è diventata il motore europeo del gruppo: quasi un milione di veicoli prodotti nel 2025, con una quota elettrica in crescita costante. Proprio in Spagna Stellantis condivide capacità con la cinese Leapmotor specializzata nell’elettrico e con cui Stellantis condivide una join venture per condividere i sistemi di produzione su territorio iberico. Mentre in Francia farà lo stesso con Dongfeng per i modelli Voyah. Partnership che non sono solo industriali: serviranno anche a proteggere i marchi cinesi dai dazi europei e a garantire a Stellantis volumi, tecnologie e flessibilità. Oltreoceano, invece, il gruppo punta a un’espansione mass market: 11 nuovi modelli, prezzi più bassi, copertura del mercato ampliata del 50%. Per alzare i ricavi del 25%. Un mosaico complesso, insomma, in cui ogni tassello sta andando al suo posto.
Foto Alfa Romeo
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