Mosca, ultima chiamata. Lunedì inizia Obuv e la scarpa italiana spera (ma non s’illude) che qualcosa cambi

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Da lunedì 22 a giovedì 25 ottobre si svolgerà all’Expocentre di Mosca la mostra internazionale di calzatura e articoli di pelletteria Obuv. Mir Koži. La manifestazione, che resta la più importante rassegna dedicata alla calzatura di fascia media e medio-alta nei territori CSI, accoglierà 130 brand italiani, riuniti da Assocalzaturifici, su una superficie espositiva di 3.000 metri quadrati. Gli operatori che hanno la Russia come mercato di riferimento confidano di ricevere ordini in quella che è l’ultima occasione della lunga campagna vendite che si apre con Pitti e arriva a questo appuntamento passando per Micam. “Purtroppo, il persistere dell’incertezza nel dialogo politico con l’Unione Europea e la stagnazione dei consumi interni dovuta alle continue tensioni valutarie fanno ancora da sfondo all’economia dell’area” è il commento del presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti che prosegue: “In un clima esasperato dal mantenimento delle misure sanzionatorie sull’accesso delle banche russe ai capitali finanziari, è inevitabile che le nostre esportazioni vengano penalizzate in modo significativo. Assocalzaturifici continua comunque ad investire su questo mercato”. Nei primi sei mesi del 2018 l’export calzaturiero verso Mosca vale 161 milioni di euro, in calo dell’8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Pier Paolo Celeste, direttore ICE di Mosca ha detto: “La Federazione Russa ha importato in questi primi 7 mesi calzature e pelletteria italiana per oltre 850.000 euro al giorno. Siamo secondi dopo la Cina, ma primi per l’alto di gamma”. Per Arturo Venanzi, coordinatore del Laboratorio Russia Assocalzaturifici, “nonostante perduri un atteggiamento di prudenza abbiamo l’obbligo di guardare con fiducia alle prossime stagioni, confidando in una maggior stabilità sul mercato russo”. (mv)

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