A Shoes of Prey gli WIFI Awards “per la visione d’impresa”. Scarpe on demand fatte (per ora) in Cina con pelli italiane

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Two Ten Footwear Foundation, associazione calzaturiera statunitense (fondata nel 1939 a Boston) che promuove progetti di beneficienza, ha reso noti i premiati della seconda edizione degli Woman in Footwear Industry Awards. Il premio “Influencer” è andato a Jodie Fox, co-fondatrice e ceo di Shoes of Prey “per la visione, la leadership e la creatività con cui ha trasformato Shoes of Prey in un’azienda dal fatturato multimilionario attraverso la realizzazione di scarpe personalizzate che possono essere consegnate nel giro di una o due settimane”. Foster, nonni siciliani emigrati in Australia negli Anni Venti, acquista in parte pelli italiane e continua a esplorare la manifattura italiana, ma le scarpe “fai da te” le produce prodotte nella fabbrica di Dongguan. Shoes of Pray, fondata nel 2007 in Australia, oggi ha sede in California, ha 200 dipendenti e ha ricevuto oltre 30 milioni di dollari in finanziamenti privati. Il prezzo dei suoi modelli parte da 200 dollari (170 per le sneaker). (pt)

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