Allarme in Spagna: la calzatura perde 1.149 aziende in 5 anni

Allarme in Spagna: la calzatura perde 1.149 aziende in 5 anni

Allarme rosso per la filiera della scarpa spagnola. Dal 2020 al 2025 la calzatura perde 1.149 aziende, oltre un terzo delle aziende della filiera, secondo i dati dell’Associazione spagnola delle aziende di componenti per la calzatura (AEC). Un trend che sembra proseguire anche quest’anno, iniziato con le crisi di Analco (produttore di suole, solette e altri componenti) e del marchio di scarpe da donna María Jaén. AEC e FICE, la Federazione spagnola delle industrie calzaturiere, hanno già incontrato il governo per chiedere dei sostegni al settore.

La calzatura perde 1.149 aziende

I numeri snocciolati da AEC sono impietosi: dal 2020 alla fine dell’anno scorso il settore ha perso 1.149 aziende, pari al 35% del totale. Il numero delle aziende è sceso da 3.280 a 2.131. Nel solo 2025 hanno chiuso 195 aziende. Parallelamente, l’occupazione è scesa del 10% nel 2025 arrivando a 3.670 addetti. L’associazione AEC prevede che il 2026 non sarà molto diverso dal precedente. Non a caso il 2026 è iniziato con le gravi crisi di Analco e María Jaén. Secondo la stessa AEC, riporta El Economista, la filiera calzaturiera spagnola sta attraversando “una fase critica di adeguamento e ristrutturazione, caratterizzata da una domanda irregolare, pressioni sui costi insostenibili (materie prime, energia, manodopera, finanziamenti ecc.), mancanza di ricambio generazionale e una perdita di competitività senza precedenti”.

 

 

Un piano di rilancio

Vista l’allarmante situazione, l’AEC chiede aiuto al governo spagnolo, attraverso un piano coordinato di rilancio che includa misure immediate per arginare l’emorragia di imprese e di occupati. Tra i provvedimenti richiesti, una maggiore flessibilità del lavoro che gioverebbe sui lavoratori e sulle imprese. AEC sostiene che in questo settore il costo del lavoro è determinante per essere competitivi. E secondo i dati del 2023, il costo orario in Spagna era di 15,38 euro, contro i 9,94 euro del Portogallo e molto più alto dei concorrenti asiatici. (mv)

Foto Shutterstock

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