Arzignano dedica una serata al K2 trasformando piazza Libertà in un luogo dove alpinisti, eredi delle spedizioni e filiera conciaria riportano al centro una storia che continua a parlare al presente. Sabato 27 giugno l’evento di AICC e Presot unirà infatti chi oggi affronta l’impresa del K2 e chi, settant’anni fa, costruì materiali capaci di resistere all’impossibile. Un ritorno alle radici tecniche che definiscono identità, cultura e continuità del settore.
L’evento di AICC e Presot
La serata metterà in dialogo esperienze diverse che convergono sul K2. Oltre a Eugenia ed Achille Presot, titolari della conceria Presot, ci sarà Tommaso Lamantia racconterà la conquista del suo primo 8000, raggiunto nel luglio 2024. Ma anche Matteo Sella che ripercorrerà la sua ascesa interrotta a poche centinaia di metri dalla vetta, un gesto che conferma quanto la montagna imponga lucidità prima dell’ambizione. Dario Reniero porterà invece la tensione del Broad Peak sfiorato nella stessa zona dove riposa Cristina Castagna, memoria che continua a orientare chi affronta quelle quote. Accanto a loro, Michela Soldà, che racconterà l’archivio del nonno Gino, il più anziano alpinista della spedizione del ’54. Un archivio fatto di fotografie, diari e oggetti che restituiscono la dimensione concreta dell’impresa. L’evento sarà anche un passaggio di testimone tra generazioni che condividono lo stesso terreno: fatica, tecnica, resistenza, capacità di leggere il limite. Un viaggio per riportare l’alpinismo dentro la sua natura più essenziale.
Lo scarpone che ha reso possibile la vetta
A sostenere la spedizione del 1954 c’era un materiale che ha segnato un’epoca: il cuoio Presot, scelto per leggerezza, flessibilità e impermeabilità dopo una selezione rigorosa della Commissione Nazionale delle Ricerche. come avevamo già scritto in un articolo sul mensile di marzo La Conceria, nel 2022, e in occasione dei 70 anni del primo scarpone ad aver raggiunto il K2. Quel cuoio, utilizzato dal calzaturificio Garbuio per gli scarponi della spedizione, prese il nome di K2 8611 e divenne un riferimento tecnico che Presot continua a produrre con la stessa identità. La concia vegetale, il sistema circolare e la produzione interna completa mantengono vivo un metodo che ha attraversato quasi un secolo. Non è la prima volta che si racconta questo legame tra alpinisti e filiera. Nel 2024 gli allievi del Politecnico Calzaturiero avevano già replicato quest’oggetto ormai iconico nella memoria degli alpinisti, per celebrare i settant’anni dal primo scarpone arrivato sulla vetta del K2 e per riportare alla luce le tecniche originali che resero possibile l’impresa del 1954.
Foto dal sito web di Conceria Presot
Leggi anche:








