Bally, stop alla produzione in Svizzera. Verranno licenziati gli ultimi 27 dipendenti rimasti nella sede di Caslano. Dopo l’estate resteranno solo gli uffici, dove lavorano un centinaio di persone. Ma i sindacati locali temono che la scure dei licenziamenti possa abbattersi anche su questo reparto. Prosegue la cura dimagrante imposta dal fondo statunitense Regent LP, che ha rilevato il marchio elvetico a metà agosto 2024. Regent aveva già chiuso anche la filiale Bally Studio di Lastra a Signa (Firenze).
Bally stoppa la produzione in Svizzera
Gli ultimi 27 dipendenti operativi nella sede di Bally a Caslano (Svizzera) hanno ricevuto la lettera di licenziamento la settimana scorsa. Da quando è diventata proprietaria del brand, la statunitense Regent ha tagliato 65 persone che lavoravano a Caslano. Poi, ha chiuso la filiale italiana e ha interrotto l’attività della Fondazione Bally, con sede a Villa Heleneum a Lugano. Ora termina lo smantellamento della produzione elvetica licenziando gli ultimi 27 operai rimasti.
27 licenziamenti
“Domani firmeremo il piano sociale, che abbiamo già concordato”, riferisce a RSI il sindacalista di OCST Luca Robertini. L’accordo prevede una clausola di durata del piano sociale di 12 mesi. Una clausola che era stata concordata durante l’ultima ondata di licenziamenti dello scorso settembre, temendo che si verificasse quello che ora sta accadendo. Dopo la prossima estate, nella sede di Caslano, resteranno solo gli uffici. “Si vocifera già che ci saranno probabilmente riduzioni anche in quell’ambito – afferma lo stesso sindacalista -. Sembra che chi ha acquistato il marchio lo voglia tenere, quindi qualcosa rimarrà. Poi se saranno 10 o 100 persone non ci è dato saperlo”. (mv)
Immagini tratte dal profilo Instagram di Bally
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