“Basta stivali militari asiatici, d’ora in poi devono essere made in USA”. Era l’obiettivo del Boots Act che, approvato all’unanimità dalla Camera dei Rappresentanti, è stato sorprendentemente bocciato da una commissione governativa. E negli States divampano le polemiche, visto che la bocciatura appare un successo degli importatori calzaturieri. L’amministrazione Trump ha lanciato il progetto “RFI Domestic Footwear Manufacturing Processing Advancements” per valorizzare le imprese calzaturiere nazionali. Che fine farà adesso?
Basta stivali asiatici
Il progetto per fornire stivali made in USA all’esercito americano ha quattro obiettivi. Aumentare la capacità produttiva nazionale e adottare tecnologie di produzione avanzate per migliorare i processi produttivi delle calzature. Il secondo, poi, favorire il reshoring negli USA. Terzo: migliorare l’efficacia in termini di costi, qualità o le prestazioni delle calzature militari. Quarto: implementare approcci di produzione flessibili, automatizzati o digitali, adattabili a diversi tipi di calzature. Il requisito per partecipare è che l’azienda deve avere stabilimenti produttivi negli USA e deve essere capace di produrre calzature militari conformi a tutte le normative.
Crescita e discrezionalità
Il dipartimento della Difesa statunitense è tenuto, in base all’emendamento Berry, ad acquistare le calzature per le truppe da produttori nazionali. I membri delle forze armate, però, possono spendere la propria indennità per acquistare abbigliamento e scarpe di importazione. Ne consegue che, scrive Army Times, molti stivali in distribuzione negli shop militari ufficiali, nei negozi online e nei vari canali dedicati al personale militare sono made in China. Come osserva William McCann, direttore esecutivo della United States Footwear Manufacturers Association, i soldi dei contribuenti statunitensi vanno a sostenere prodotti e aziende straniere: “Questo mercato degli stivali rappresenta fino a 250 milioni di dollari di vendite annue”.
Anzi no
Mentre sembrava avere la strada spianata per essere approvato, il BOOTS-Better Outfitting Our Troops Act è stato bocciato con 38 voti contro 18 da una commissione governativa. Oltre a paventate azioni di lobby, per WWD il costo del prodotto potrebbe essere il nocciolo della questione. La battaglia prosegue. (mv)
Foto Shutterstock
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