Consumi calzaturieri: i più alti sono quelli della popolosa Asia, ma nel Nord America si consumano 4,6 paia pro capite all’anno. Cresce l’Africa, anche qui, merito della demografia. E l’Italia? Nel 2025 ha consumato 289 milioni di paia (contro una produzione di 118 milioni di paia) e si trova al 14° posto della graduatoria globale. È il World Footwear Yearbook 2026, recentemente pubblicato da APICCAPS, l’associazione portoghese delle calzature e della pelletteria, a pubblicare la mappa annuale dei consumi di scarpe. Ecco quello che ci raccontano i consumi di scarpe.
Quello che ci raccontano i consumi di scarpe
Nel 2025, l’Asia ha generato il 56% del totale delle paia consumate a livello planetario. Merito soprattutto della sua demografia, piuttosto che dalle paia pro capite dei suoi abitanti: appena 2,6 paia. È il Nord America a consumare più paia pro capite con 4,6 paia a persona, seguito dall’Europa con 4,1 paia. Il Nord America genera il 12,4% del consumo mondiale di scarpe, mentre l’Europa è a quota 13,6%, grazie alla dimensione della sua base di consumatori. L’Africa, che ha raggiunto una quota del 10,7%, sta continuando ad aumentare la propria quota di domanda globale di calzature. Tuttavia, il consumo medio è piuttosto basso: 1,6 paia pro capite, a causa del persistente impatto del basso potere d’acquisto e dei vincoli di accessibilità economica sullo sviluppo del mercato in tutto il continente. L’Oceania è a quota 3,9 paia pro capite e il Sud America è a 3,3 paia, comunque meglio dell’Asia.
I Paesi
A livello di singole nazioni, la Cina ha aumentato notevolmente il proprio vantaggio, raggiungendo i 4,8 miliardi di paia e il 21,4% della domanda globale. L’India, con 2,8 miliardi di paia, è rimasta il secondo mercato più grande, ma con una quota del 12,3%. Gli Stati Uniti hanno conservato la terza posizione, nonostante il loro consumo sia sceso a 1,95 miliardi di paia, riducendo il loro peso globale all’8,7%. Seguono Brasile (787 milioni e una quota del 3,5%), Giappone (639 milioni, 2,8%), Pakistan (620 milioni, 2,8%), Bangladesh (455 milioni, 2%), Germania (412 milioni, 1,8%). La Germania è una new entry nella classifica, mentre il Messico è fuori dalle prime dieci posizioni. Nono posto per la Russia (373 milioni, 1,7%) e, chiude la top ten, l’Indonesia (370 milioni, 1,6%). Fuori dai primi dieci, la Francia 358 milioni di paia. L’Italia con 289 milioni di paia (contro una produzione annuale di 118 milioni di paia) figura alla posizione numero 14. (mv)
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