Fallimento Moreschi: dopo due anni sono stati liquidati (ma non completamente) i dipendenti. Il 20 luglio 2024, il Tribunale di Pavia emise la sentenza di fallimento dello storico calzaturificio di Vigevano, avviando la liquidazione giudiziale dello stesso. A distanza di quasi due anni, gli ex dipendenti hanno incassato le loro spettanze attraverso il fondo tesoreria Inps. Pochi hanno ricevuto anche il fondo di garanzia. La procedura di liquidazione è incagliata a causa di una disputa tra l’azienda Cotto, proprietaria della sede del calzaturificio, e la curatela fallimentare. Si cerca la risoluzione bonaria della pendenza.
Le ultime sul fallimento Moreschi
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali a La Provincia Pavese, a distanza di due anni dal fallimento, la maggior parte dei dipendenti del calzaturificio Moreschi ha finalmente incassato quanto richiesto dal fondo tesoreria dell’Inps. Cioè le somme che l’azienda ha versato all’istituto di previdenza sociale. Una piccola parte dei lavoratori (assunti prima del primo luglio 2007) ha incassato anche il fondo di garanzia dell’Inps, che viene chiamato a pagare quando il datore di lavoro non è in grado di pagare il trattamento di fine rapporto che i dipendenti, prima del primo luglio 2007, avevano deciso di accantonare in azienda. Insieme a questa somma anche (al massimo) le ultime tre mensilità non corrisposte.
Il blocco
Stefano Gorgoni, curatore fallimentare di Moreschi, afferma di non poter però chiudere i conti a causa della disputa tra la società Cotto, proprietaria dell’immobile acquistato da Moreschi e poi concesso in affitto allo stesso calzaturificio e la curatela stessa. A complicare tutto, il fatto che Moreschi è socio di minoranza di Cotto con una quota di circa il 2,44%. La controversia riguarda la contestazione tra Cotto e la curatela fallimentare: si deve pagare prioritariamente la società Cotto per l’affitto maturato dopo la apertura della liquidazione giudiziale? Gorgoni auspica una risoluzione bonaria della questione. Una volta definita questa controversia, secondo lo stesso Gorgoni “lo stato passivo diventerebbe esecutivo e si potrà procedere a un primo riparto parziale”. Il curatore fallimentare si sbilancia sulla tempistica e indica fine agosto-settembre, il periodo in cui si definirà la questione. “Qualora non si addivenisse a una soluzione bonaria, si valuteranno altre azioni di concerto con gli Organi della procedura” ammonisce sempre Gorgoni. (mv)
Foto dal sito web di Moreschi
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