Il CEO di JD Sports conferma che rimpiangeremo le vecchie sneaker

Il CEO di JD Sports conferma che rimpiangeremo le vecchie sneaker

Quando le sneaker hanno cominciato a monopolizzare il mercato delle calzature, anni e anni orsono, ci lamentavamo del trend. Perché i modelli di scarpe sportive prevedono generalmente meno pelle, nonché di minor qualità, di quelli che oggi chiamiamo formali o classici. Ecco, ora ci troviamo nella condizione di rimpiangere le vecchie sneaker. Perché il boom delle nuove scarpe sportive super tecniche e performanti, running shoes che la gente usa non per correre ma nella vita di tutti i giorni, ha portato alla ribalta non solo nuovi marchi. Ma anche e soprattutto una nuova estetica dalla quale la pelle è sparita. Un fenomeno ben raccontato da Régis Schultz, CEO della catena di negozi americana JD Sports Fashion.

La rivoluzione di mercato

“Le scarpe da corsa performanti e i nuovi modelli non-sneaker stanno guadagnando terreno. E sebbene oggi rappresentino una quota ridotta delle vendite, queste categorie costituiscono un’interessante opportunità di lungo periodo”, ha detto Schultz a WWD-Footwear News. “La domanda che ci poniamo è: il futuro delle sneaker sarà una rivisitazione delle calzature formali?” osserva lo stesso CEO. La domanda è aperta, ma il manager ha indicato quali prodotti vende con maggiore facilità in questo momento. “Nel running, ci sono due sottocategorie: il retro running e il new running, con On, Hoka, Salomon e Nike Vomero Plus che stanno crescendo molto rapidamente”. Secondo Schultz cui i club di running e le palestre sono le nuove discoteche. Salute, fitness e benessere sono una priorità per un numero sempre maggiore di clienti. “L’aumento delle vendite di running shoes (calzature leatherless) sta compensando il calo delle basketball retro e football retro” precisa il CEO. Queste ultime due categorie, ahinoi, comprendevano modelli con una variegata presenza di pellame.

 

 

Già ci mancano le vecchie sneaker

L’anno scorso Anita Balchandani e Gemma D’Auria di McKinsey segnalavano che nel settore delle scarpe sportive nel 2020 l’80% del profitto era nelle mani di marchi consolidati come Nike, Adidas, Puma, Under Armour. Solo il restante 20% era appannaggio di brand emergenti come On, Anta, Hoka, Skechers, Salomon. Tra il 2020 e il 2024 i marchi consolidati hanno dimezzato la propria quota, mentre gli sfidanti l’hanno più che raddoppiata. Il trend non sembra essersi fermato nel 2025 e quest’anno, tutt’altro. Se i marchi storici puntavano molto sulla pelle (in competizione con le alternative sintetiche più per ragioni di prezzo che per altro), i new brand, che basano i propri modelli sul comfort e sulla performance, al posto della pelle scelgono materiali tecnici. (mv)

Foto da Facebook

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