I 50 anni di Lancio tra qualità del prodotto e diversificazione dei mercati. L’azienda con sede a Montegranaro (Fermo), guidata dalla famiglia Lanciotti, produce calzature da uomo e impiega una ventina di persone. La quota export è del 90%, con Stati Uniti e Regno Unito i due mercati principali. Ma nei decenni successivi al 1976, anno di fondazione, il mercato di destinazione era quasi esclusivamente italiano. La qualità pura resta centrale anche nelle strategie future, che passano per la comunicazione.
Qualità pura
“La dedizione al lavoro, la squadra di collaboratori che abbiamo sempre avuto, la lungimiranza e un po’ di fortuna, che non guasta mai, sono stati e sono tutt’ora, gli ingredienti della nostra storia” afferma Alberto Lanciotti, 69 anni, fondatore del calzaturificio insieme alla moglie Filomena Romagnoli. Oggi, l’azienda ha completato, in maniera graduale, il passaggio generazionale con l’inserimento dei due figli: Ivan, 43 anni, che si occupa di produzione, ed Elisa, 39 anni, export manager, in passato presidente del gruppo giovani di Assocalzaturifici. Tra le scelte che hanno permesso all’azienda di raggiungere i 50 anni di vita, c’è anche quella di diversificare i clienti e i mercati. E di investire sempre in maniera oculata. “Ci riteniamo un’azienda solida che, così come altre, può resistere ai periodi di incertezza e difficoltà, come quelli che si sono susseguiti nel corso di questi 50 anni” osserva lo stesso Alberto.
Diversificare clienti e mercati
Per sua figlia Elisa, l’obiettivo è condurre Lancio a 100 anni di attività. Come? “Credo che la qualità e l’artigianalità dei prodotti, il loro comfort, il saper individuare e soddisfare le esigenze del consumatore, abbinati a servizio e serietà siano elementi fondamentali che resteranno immutati” spiega Elisa Lanciotti. Che poi prosegue: “Possiamo contare sulla rete formata dai fornitori locali e più in generale sul know how del nostro distretto calzaturiero che rappresentano la fortuna delle aziende marchigiane”. E il futuro? “Dobbiamo puntare a spiegare la qualità del prodotto” precisa Elisa. “Così possiamo avere un ritorno sul valore percepito, un valore che, dobbiamo sottolineare, non è dato dal brand ma dal prodotto, dalla sua qualità” osserva l’imprenditrice veregrense. Quali ostacoli? Oltre alla situazione geopolitica, le maggiori difficoltà di Lancio sono rappresentate dal ricambio generazionale, secondo Elisa, e dalla eccessiva pressione fiscale, secondo suo padre Alberto. (mv)
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