Un progetto per ampliare e diversificare la capacità produttiva del Leather City di Robiki, nel governatorato de Il Cairo. E accordi commerciali per estendere le relazioni commerciali e la cooperazione internazionale (anche nel campo del prodotto in pelle) con Cina e Bangladesh. Si è molto impegnata la diplomazia economica egiziana nel cuore dell’estate. Il capitolo più significativo è, senza dubbio, la risoluzione del Gabinetto di Governo del 20 agosto, alla presenza del primo ministro, Mostafa Madbouly, che ha stanziato 12 milioni di dollari per l’estensione del nuovo poligono industriale della concia di Robiki.
L’Egitto vuole diversificare Robiki
Grazie ai nuovi fondi la Leather City di Robiki si arricchirà di un’area da 30.000 metri quadri destinata alla produzione calzaturiera. La cornice delle intenzioni, spiega la stampa locale, è collocare il nuovo polo produttivo laddove risiede la produzione conciaria del Paese: non solo per le forniture a chilometro zero, ma anche per lo scambio di idee e competenze. Il nuovo poligono calzaturiero dovrebbe essere pronto per settembre 2027, impiegare 1.000 persone e arrivare alla capacità produttiva di 2,5 milioni di paia l’anno entro il 2032. Il target di riferimento è internazionale: in Egitto contano di generare un fatturato estero di circa 130 milioni di dollari. In questa prospettiva, allora, si intendono meglio gli accordi di cooperazione che il governo egiziano ha siglato nello stesso mese: con la Cina per l’export e con il Bangladesh per la cooperazione industriale. Lo sguardo è rivolto a Oriente.
Foto d’archivio
Leggi anche:









