Nice Footwear investe nel nuovo calzaturificio per Corrado Maretto

Nice Footwear investe nel nuovo calzaturificio per Corrado Maretto

Nice Footwear alza il tiro. In arrivo a Vigonza, nel padovano a pochi passi dalla Rivera del Brenta, la realizzazione del nuovo stabilimento di Corrado Maretto, società del gruppo dal 2024 specializzata nella calzatura femminile di alta gamma. Il progetto prevede una struttura produttiva di oltre 6.000 metri quadrati con termine dei lavori entro maggio 2027. L’intervento si inserisce nella strategia del gruppo, partecipato da Palladio Holding, per la creazione di un hub manifatturiero veneto a servizio delle maison del lusso, attraverso un progressivo processo di integrazione verticale della filiera made in Italy. Il nuovo sito ospiterà l’intero ciclo produttivo, consentendo di internalizzare le lavorazioni, con un miglioramento atteso in termini di qualità ed efficienza.

Quando sarà a regime

A regime, la capacità produttiva di Corrado Maretto è destinata a raddoppiare, con possibili effetti anche sull’occupazione. “La nuova sede rappresenta un progetto di importante evoluzione sul piano tecnologico e organizzativo, coerente con la nostra strategia di consolidamento della filiera – afferma Bruno Conterno, CEO di Nice Footwear (in foto) all’Economia –. L’obiettivo è sostenere un’arte del saper fare unica al mondo, favorendo una progressiva trasformazione che unisca tradizione manifatturiera, innovazione e visione industriale”.

 

 

Un hub innovativo

Il gruppo conta circa 300 dipendenti e un fatturato vicino ai 90 milioni di euro, costruito negli ultimi anni attraverso acquisizioni mirate e integrazione verticale. Il progetto prevede sistemi energetici avanzati e pannelli solari per ridurre i consumi e aumentare l’autonomia energetica. “Quando abbiamo acquisito Corrado Maretto avevamo promesso che avremmo investito per farla crescere e che avremmo creato una casa adeguata ai loro prodotti. Ora questa casa sta sorgendo”, aggiunge Conterno. L’operazione, dettaglio non banale, sarà finanziata con risorse interne, in linea con la politica di reinvestimento degli utili. “Oggi più che mai è necessario – conclude Conterno – dare il giusto valore al lavoro dell’artigiano. La filiera va sostenuta, altrimenti si rischia di fare la fine dell’automotive. Nice Footwear mantiene aperta la possibilità di nuove acquisizioni, ma indica come priorità il consolidamento delle realtà già integrate e il rafforzamento del posizionamento nel segmento alto del made in Italy. (el)

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