La decadenza dello streetwear, per alcuni critici di moda, ha decretato anche la fine delle sneaker. Proprio all’inizio del 2026, Bank of America (istituzione finanziaria che si occupa, tra l’altro, di consulenze per piccole e medie imprese) aveva pubblicato un rapporto nel quale metteva sotto la lente di ingrandimento uno dei trend di maggior successo degli ultimi quindici anni. La questione è però dibattuta: seppure ci sia stata una frenata, i dati finanziari di marchi come Adidas continuano a mostrare generali crescite. E infatti le collab di lusso continuano. L’ultima, in ordine, è stata quella tra JW Anderson e Diadora. Ma non è la sola. Da Miu Miu a Dolce&Gabbana, molti sono i marchi che hanno messo in piedi almeno una collab.
Le collab di lusso continuano
Non è una sorpresa. Un marchio radicato nello streetwear come Diadora e uno immerso nell’artigianalità come JW Anderson hanno fatto convergere i propri linguaggi nella collaborazione che rilancia l’Equipe. Una scarpa nata nel 1975 per gli atleti d’élite che Anderson ha reinterpretato. La tomaia in pelle pieno fiore resta il fulcro centrale, con cuciture che seguono la curvatura naturale del piede e pannelli che preservano la struttura originaria. L’intervento del designer è stato sottile ma piuttosto netto. Anderson ha infatti messo mano a variazioni di spessore, micro-sovrapposizioni e una silhouette quasi scultorea. Un approccio che vuole essere nostalgico ma punta sulla continuità.
Pelle come linguaggio
Ma non è l’unica collab. Quando Miu Miu e New Balance hanno iniziato a lavorare insieme, hanno trasformato modelli comuni in vere dichiarazioni di stile. Il modello 574 ricoperto di cristalli, la tomaia sfibrata, poi il modello 530 SL alleggerito fino all’essenziale. Modi alternativi per mostrare cosa può diventare una sneaker quando la materia guida il progetto. La nuova serie del modello 530 SL presentata da poco lavora proprio su questo. Pelle scamosciata e pelle di vitello divise quasi a metà, colori che, dal ciliegia al cacao passando per il beige esaltano la grana, e lacci doppi che trasformano la scarpa in un gesto estetico. Certe volte l’ispirazione viene dal mondo dello sport, per modelli che finiranno nell’uso quotidiano.
Gli altri casi
Per la sua prima e unica collezione da Versace, l’ex direttore creativo Dario Vitale aveva scelto di rieditare il modello Tai-Chi di Onitsuka Tiger aggiungendo dettagli riconducibili al marchio della Medusa. Dolce&Gabbana e Diadora hanno invece reinterpretato il modello Brasil 1984, uno di quelli che ha segnato la Serie A. D&G l’ha ripensata senza tocca la funzione. La tomaia in pelle premium prodotta a Montebelluna mantiene le cuciture pensate per il controllo della palla, la linguetta coprilacci diventa un dettaglio di riconoscibiità, il cavallino stampa leopardo introduce il giusto equilibrio tra sport e teatralità. La versione indoor, più affusolata, porta la tradizione nella quotidianità, con una silhouette pulita e materiali che restano protagonisti. Anche in questo caso, un esercizio di stile. Sempre stando a quello che sottolineava Bank of America, la battuta d’arresto delle sneaker affondava le sue radici nella generale crisi dell’abbigliamento sportivo (fonte Il Post). Per alcuni, però, l’outdoor è ormai visto come un modo di vedere la moda e non una tendenza passeggera. Chissà che le prossime collab non ci diano una risposta definitiva.
Foto JW Anderson, Miu Miu e Diadora
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