Tempe chiude il 2025 con ricavi in calo del 2,5% e utile stabile

Tempe chiude il 2025 con ricavi in calo del 2,5% e utile stabile

Tempe chiude il 2025 con ricavi in calo. La società, partecipata al 50% da Inditex e al 50% dalla famiglia García Peralta, si occupa della progettazione, produzione e distribuzione di calzature e accessori per tutti brand del gruppo Inditex. Il 31 gennaio 2026 Tempe ha chiuso il suo esercizio finanziario con ricavi a marginalità in linea con quelli dell’anno precedente. Secondo la relazione della revisione contabile di Ernst & Young (EY) il risultato rispecchia la gestione proattiva della supply chain della società e una flessibilità operativa capaci di adeguarsi al mercato e di assorbire gli aggiustamenti nei percorsi logistici senza ripercussioni sui risultati.

Tempe chiude il 2025 con ricavi in calo

Tempe ha chiuso l’esercizio 2025/2026 (febbraio 2025-gennaio 2026) con un fatturato di 1,574 miliardi di euro, in calo del 2,5% rispetto al precedente esercizio. Nonostante le difficoltà generate dal contesto geopolitico e dalle guerre, la marginalità ha avuto solo una minima oscillazione. L’utile è stato infatti di 202,77 milioni, rispetto ai 203,7 milioni del periodo precedente, con un calo dello 0,5%. I dati, estrapolati dai bilanci di Tempe depositati presso il Registro delle Imprese, sono stati divulgati dal sito Economia Digital Galicia. Con sede legale ad Arteixo (La Coruña) e quartier generale a Elche (Alicante), al 31 gennaio 2026, Tempe aveva 2.098 dipendenti, di cui 2.000 con contratto a tempo indeterminato. Un numero destinato probabilmente ad aumentare con l’apertura del nuovo centro di distribuzione e logistica a Parc Sagunt che verrà gestito dalla neonata Tempe Levante.

 

 

I numeri

Tornando all’ultimo bilancio depositato, la società di revisione EY ha evidenziato nella sua relazione la valutazione delle scorte, che rappresentano il 20% del totale delle attività aziendali, con un valore di quasi 248 milioni di euro. Infine, Tempe ha distribuito dividendi e remunerazioni derivanti da altri strumenti azionari per 120,3 milioni nel 2025, rispetto ai 110,9 milioni del 2024. (mv)

Foto dal sito di Tempe

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