Assemblea UNPAC: Pierluigi Braggion confermato alla presidenza

Assemblea UNPAC: Pierluigi Braggion confermato alla presidenza

Potrebbero essere vari i punti di partenza per raccontare l’Assemblea Annuale dei chimici di UNPAC, svolta ieri al Po.Te.Co di Santa Croce sull’Arno. Scegliamo questo: “Per anni la sostenibilità è stata affrontata principalmente come una questione di compliance, reporting e comunicazione. Ora si sta assistendo all’avvento di un nuovo paradigma. Da un approccio interpretato come costo aggiuntivo a un approccio alla sostenibilità come acceleratore di evoluzione ed efficienza industriale”. A dirlo è il presidente Pierluigi Braggion all’interno di una relazione che ha messo in evidenza non solo aspetti tecnici di quanto svolto durante il 2025 da UNPAC.

Patrimonio millenario

Braggion, infatti, ha sottolineato una sostanziale necessità: “Dobbiamo saper raccontare il ruolo del sistema conciario come leva strategica di un patrimonio millenario da preservare”. Si tratta, dunque, di “un valore culturale da difendere, condividendo visioni, esperienze e prospettive sul futuro di uno dei settori simbolo della circolarità”. Un settore “che al contempo contribuisce a limitare fortemente il ricorso a materiali di provenienza puramente petrolchimica, anche attraverso la sensibilizzazione e la formazione delle nuove generazioni”.

Temi di discussione

Fulvia Bacchi, general manager di UNIC – Concerie Italiane, ha evidenziato come la collaborazione con UNPAC sia “ormai consolidata”. Al punto che l’associazione dei chimici conciari italiani è entrata in Cotance come socio aggregato e sarà presente con un desk nella nuova sede di Bruxelles della confederazione dei conciatori. Paola Ulivi (Danger and Safety) ha presentato Linee Guida Sulle Microplastiche, documento tecnico con focus specifico sulle tematiche inerenti concerie e industria chimica. Francesco Troisi ha messo l’accento sulle criticità dei nuovi protocolli ZDHC in fase di definizione. Arianna Civiletti (SPIN360) ha esposto i driver principali del Database Materie Prime UNPAC. Si tratta di un lavoro sviluppato per definire la LCA degli ausiliari chimico conciari, analizzando e definendone scientemente il reale impatto ambientale.

La riconferma di Pierluigi Braggion

L’Assemblea UNPAC ha riconfermato alla presidenza Pierluigi Braggion (Corichem ). Il Consiglio Direttivo, invece, sarà composto da Massimo Baldini (Biokimica), Gianmario Cazzola (CGRD), Diego Cisco (GSC Group), Marco Frediani (KLF Tecnochimica), Francesco Lapi (FGL International), Andrea Meucci (Dermacolor), Andrea Montecalvo (Alanchim), Luca Pelfer (Alpa), Eric Poles (Silvachimica), Claudio Rosati (LMF Biokimica) e Laura Vantin (Chimica Vemar).

Il panorama della chimica conciaria italiana

L’Assemblea ha permesso di disegnare un panorama aggiornato della chimica conciaria italiana, settore che nel 2025 risulta composto da 194 aziende e 1900 addetti. Numeri che si traducono in un giro d’affari di circi 810 milioni di euro (quota export: 39%). 74 di queste aziende sono associate a UNPAC. Aziende che, come ha citato Braggion nella sua Relazione, “consolidano un fat-turato di 427 milioni di euro, mentre il loro export è stimato attorno ai 260 milioni.  Mentre numero dei dipendenti delle imprese coinvolte in UNPAC è di circa 1.450 unità”

Il mercato

“I dati di mercato attuali – dice Braggion – indicano per il 2026 una proiezione negativa sui fatturati aziendali per la filiera pelle a livello internazionale”. La ragione? “La congiuntura dovuta alle tensioni geopolitiche ed economiche che influenzano l’approvvigionamento delle materie prime, sia alle dinamiche energetiche, che toccano la filiera in modo importante. Il dato eclatante riguarda una contrazione dei consumi di ausiliari e commodities nel settore automotive e del lusso, che viene a determinare un’incidenza negativa sui fatturati su base nazionale, che dovrebbe assestarsi per l’anno in corso attorno al 13%”. Una situazione che pesa come un macigno sulla filiera della pelle e che, nel caso dei chimici, “ci vede appesantiti nelle strutture in funzione della stagnazione della domanda e degli aumenti subiti sulle materie chimiche di base”. Ma anche, conclude Braggion, “sulle tensioni energetiche, che si valutano incidere per un maggior 15% sui nostri costi rispetto all’anno precedente”.

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×