Dallo scorso 12 giugno, Alessandro Iliprandi, CEO di Bonaudo, è il nuovo presidente di UNIC – Concerie Italiane. L’elezione, avvenuta durante l’Assemblea Annuale svolta a Santa Croce sull’Arno, è coincisa con la celebrazione degli 80 anni dell’associazione. Un momento molto significativo e simbolico, che proietta UNIC nel suo prossimo futuro, come ci racconta Iliprandi in questa intervista.
5 domande a Alessandro Iliprandi
Cosa significa assumere la presidenza UNIC in una fase di mercato così complicata?
Sappiamo tutti che stiamo vivendo da tempo un momento complesso che ha innescato nel settore e nella filiera una fase di profonda transizione strutturale. Non possiamo più pensare soltanto all’espansione dei volumi. La vera sfida, oggi, è recuperare e rafforzare la desiderabilità del nostro prodotto, costruendo percorsi culturali di grande contemporaneità. Per questo, nel mio programma di lavoro considero prioritarie alcune direzioni molto precise.
Quali?
Prima di tutto: una collaborazione ancora più forte con i nostri clienti, per costruire insieme una gestione più efficace e condivisa della filiera. Poi: meno burocrazia e una rappresentanza europea ancora più incisiva, valorizzando tutto il lavoro fatto dal mio predecessore, Fabrizio Nuti. Infine, ma non ultima, la formazione, rafforzando tutte le attività che UNIC già svolge in questo senso. Ma anche stimolando nuovi progetti e iniziative dedicate alla cultura della pelle, ai giovani e alla diffusione delle competenze. L’obiettivo è quello di raccontare una cosa molto semplice ma fondamentale: la pelle è un materiale vivo, versatile. Un materiale che trasmette emozione, creatività, innovazione e desiderio di sperimentare. Il valore della pelle made in Italy, del resto, è confermato ogni giorno dalla fiducia che le grandi multinazionali del lusso e migliaia di aziende manifatturiere continuano a riporre nella nostra filiera.
La solidità di UNIC
Come ha visto cambiare nel tempo il mercato e UNIC?
Rappresento un’azienda, Bonaudo, che ha sempre creduto profondamente in UNIC. Personalmente, ne faccio parte da molti anni: prima come consigliere, poi come vicepresidente. In tutto questo tempo ho visto il nostro comparto crescere, conquistare nuovi mercati, evolversi geograficamente e merceologicamente. Allo stesso tempo, abbiamo fatto sì che UNIC evolvesse insieme alle imprese, adattandosi alle reali esigenze del settore. Abbiamo affrontato momenti difficili. Abbiamo superato criticità importanti. Abbiamo, soprattutto, evitato divisioni interne che avrebbero indebolito il valore stesso della nostra associazione, dando importanza a un profondo senso di condivisione e rispetto reciproco che ritengo sia uno degli elementi che stanno alla base della solidità di UNIC.
Intelligenza Artificiale e futuro
Uno dei grandi temi attuali riguarda l’implementazione aziendale dell’Intelligenza Artificiale: in che modo rappresenta uno strumento anche per le concerie?
Noi facciamo articoli di alta gamma e alta qualità. Introdurre l’Intelligenza Artificiale significa disporre di strumenti che permettono di dare oggettività a ogni attività di controllo e monitoraggio dei processi nei vari settori dell’azienda. Ma, proprio perché lavoriamo sulla fascia alta del prodotto, per noi al centro del progetto rimane l’uomo che fa la differenza con le sue competenze, la sua creatività, la sua sensibilità.
Se dovesse riassumere in una parola il futuro della concia italiana, quale sarebbe?
Per me la parola è “trasformazione”, perché è quello che facciamo da sempre, raccogliendo un rifiuto e trasformandolo in un materiale utile e prezioso. Penso, però, anche a una “trasformazione” aziendale. I cambiamenti di mercato ci hanno portato a evolvere in modo continuo e sempre più adeguato alla modernità le nostre concerie, nelle quali stiamo implementando strumenti di Intelligenza Artificiale. La “trasformazione” è anche relativa al passaggio generazionale in atto, che non va inteso solo in senso familiare, ma di evoluzione della governance. Abbiamo visto entrare nel nostro settore i fondi e i brand: questo richiede una “trasformazione” dimensionale e strutturale.
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