Che concia fa in Francia (primo trimestre) e Regno Unito (2025)

Che concia fa in Francia (primo trimestre) e Regno Unito (2025)

I risultati che arrivano rispettivamente dalla Francia per il primo trimestre 2026 e dal Regno Unito per il 2025 ci aiutano a comprendere che concia fa (per così dire) in Europa. Gli indicatori sono prevalentemente critici, a dimostrazione che il settore non è ancora uscito dalle secche in cui è precipitato (con l’intera industria del lusso) dalla fine del 2023. Ma qualche nota positiva, in particolare dalla Francia, si può ravvedere.

Che concia fa in Francia

Partiamo dall’Esagono, che offre dati più recenti. Nel periodo gennaio-febbraio 2026, comunica l’associazione di settore Alliance France Cuir, il giro d’affari delle concerie è cresciuto del +19,9%: nel periodo sono in area positivo sia l’import (+2%) che l’export (+11%). Guardando alle tipologie di pelle, risulta in area positiva la produzione di tutte (bovine +9,3%, vitello +2,6%, caprine +21,2%) tranne le ovine (-7%). Guardando, invece, alle performance delle destinazioni d’uso, si intende che il traino lo offre la pelletteria, che segna un giro d’affari in sviluppo (+10,9%), per quanto l’interscambio internazionale sia ancora in area negativa (import -6% ed export -4%). La calzatura nel contempo è in panne: il giro d’affari delle aziende segna il -9,9%, mentre la produzione il -13%.

 

 

Il bilancio 2025 del Regno Unito

È in sofferenza la concia britannica: per le conseguenze di Brexitspiega l’associazione di riferimento Leather UK –, per le tensioni geopolitiche e per il rallentamento del mercato automotive. Il fatturato estero (159 milioni di sterline) risulta in calo del 14% su base annua, mentre in volumi l’export cede il 2,14%: vuol dire che la domanda è in via di stabilizzazione, ma sono i prezzi a essere sotto pressione. Guardando ai risultati dei diversi stadi di lavorazione di pellami, le finite registrano il -14,56% in valore e il volume -1,93%. Nel 2025 le semilavorate perdono il 21,8% e il 16,8%, rispettivamente in valore e volume, così come la materia prima il 10,67% e lo 0,9%. Maluccio anche i risultati di import (99,5 milioni), che fa il -11%. In questo caso le pelli finite arretrano del 13,7% in valore e del 22,5% in volume.

Foto Shutterstock

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