[articolo sponsorizzato] I fratelli Carlacchiani investono in una nuova conceria per rispondere alle esigenze del mercato: controllo su processo di produzione, certificazioni LWG e rifinizione biologiche a ridotte emissioni. Il mercato sempre più spesso e a maggior ragione nell’alto di gamma dà la sua preferenza ai produttori piuttosto che ai commerciati. Pellami Due C, azienda marchigiana storica nel panorama della pelle, continua nella sua filosofia di essere sempre vicina al mercato e cercare di cogliere i suoi segnali. In questa ottica nasce Conceria Sibilla, un investimento da oltre un milione di euro che segna una svolta importante per i fratelli Carlo e Claudio Carlacchiani. Secondo loro ormai una necessità dettata da un mercato che ha cambiato le regole del gioco.
Pellami Due C apre un nuovo impianto produttivo
Le grandi firme della moda oggi vogliono qualità e rispetto delle regole. Certezze sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla sostenibilità che solo il controllo del processo produttivo può dare. Chi compra le pelli grezze e le fa lavorare da terzi, per quanto affidabili, non può più garantire quello che il lusso pretende. “Se sei direttamente tu il responsabile del processo produttivo, sei in grado di gestire, controllare e fornire garanzie sulla qualità richiesta. E sei più flessibile e più pronto alle richieste di modifiche o aggiustamenti richiesti dal cliente”, spiega Massimo Pantanetti di Pellami Due C. C’è poi l’altro grande tema, quello emerso con forza nelle recenti inchieste giornalistiche: la trasparenza della filiera. Controllare una parte sempre maggiore del processo produttivo accorcia la filiera. E rende minimo o nullo il rischio di incappare in terzisti poco affidabili o che non rispettano tutte le regole del gioco. Da non dimenticare, inoltre, il minor impatto ambientale che deriva anche dall’ottimizzazione logistica e dalla riduzione dei trasporti di materiali verso i terzisti stessi.
Conceria Sibilla
Per ospitare Conceria Sibilla è stata costruita una nuova struttura in acciaio e legno di 700 metri quadrati corredata da pannelli solari. La sostenibilità, qui, parte dalle fondamenta. Letteralmente, visto che gli avanzati impianti di areazione scorrono al di sotto del pavimento. La tecnologia scelta per la rifinizione è quella sviluppata da Gemata. Una decisione tutt’altro che casuale. Con lo spruzzo tradizionale, dal 40 al 70% del prodotto finisce nell’aria, generando emissioni, fanghi da smaltire, costi di depurazione, un ambiente non ottimale per i lavoratori. Con le macchine Gemata, invece, si raggiunge l’importante traguardo delle zero immissioni in atmosfera. Per un’azienda che punta a diventare produttore certificato LWG dal livello Silver in su, significa partire con il piede giusto. Conceria Sibilla partirà dal crust acquistato da fornitori già certificati LWG e rifinirà le pelli con prodotti a base acqua.
Ai blocchi di partenza
Nel nuovo impianto confluiranno anche i macchinari per la stampa e la laminazione delle pelli. Lavorazioni che da sempre rappresentano un fiore all’occhiello di Pellami Due C e che permettono all’azienda di cogliere, interpretare e anticipare le tendenze della moda. “Siamo ai blocchi di partenza” dicono da Pellami Due C che rimarrà ovviamente attiva. In altre parole, proseguirà nella la sua attività di commercializzazione di pelli bovine, caprine e suine. E lascerà alla neonata conceria di guadagnarsi la fiducia dei clienti anche in questi nuovi prodotti.
Formula EBN
Accanto a Conceria Sibilla, Pellami Due C porta avanti da qualche anno un altro importante progetto: Formula EBN. Si tratta di un sistema di rifinizione ecologico, biologico e naturale nato dalla biocosmesi. L’alternativa concreta ai prodotti petrolchimici. I numeri dicono tutto. Permeabilità al vapore acqueo superiore del 400% rispetto alla rifinizione poliuretanica tradizionale. Solidità del colore allo strofinio oltre 350 cicli a umido. Inoltre: zero PFAS (le cosiddette “sostanze chimiche permanenti” che persistono nell’ambiente e nell’organismo). Zero reticolanti aggiuntivi: più sicurezza per i lavoratori e minor inquinamento delle acque. Riduzione delle emissioni di CO2 fino all’82%. Il risultato? Una pelle dall’aspetto naturale e dal tatto setoso, senza quell’effetto di “galleggiamento” tipico delle rifinizioni classiche.
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