Il 13 luglio la Commissione Europea pubblica l’atto delegato che aggiorna e semplifica la lista dei prodotti che sottostanno al Regolamento anti-Deforestazione. E la stesura finale conferma quanto previsto dalla bozza di maggio: la pelle bovina ad ogni stadio di lavorazione è esclusa dall’EUDR. È un enorme passo avanti verso il risultato che associazioni come UNIC – Concerie Italiane e Cotance auspicano dal 2021, cioè da quando dello stesso regolamento si è cominciato a parlare. È un enorme passo avanti, dicevamo, ma non è l’ultimo.
La Commissione pubblica l’atto delegato
I commenti raccolti durante il mese di consultazione pubblica, dunque, hanno confermato alla Commissione la bontà dell’idea di escludere la pelle dall’EUDR. Bruxelles, da un lato, riconosce che la pelle è un sottoprodotto della zootecnia e che le concerie non hanno la possibilità di raccogliere le informazioni previste dal regolamento. Dall’altro, poi, ammette che includere nel regolamento, come inizialmente previsto, la pelle bovina, ma non i prodotti finiti in pelle, rappresenta una distorsione delle dinamiche di mercato e non mitiga i rischi, bensì li disloca diversamene sulla mappa globale.
La trafila
Ora che la Commissione ha pubblicato l’atto delegato e lo ha notificato a Consiglio ed Europarlamento, inizia il periodo di esame di due mesi. A voler fare i pignoli, l’Europarlamento potrebbe chiedere una proroga, ma è implausibile che lo faccia. Se entro il termine del periodo di esame, cioè il 13 settembre, non arrivano obiezioni al testo, l’EUDR sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. In maniera definitiva. E senza pelli bovine.
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