I dati previsionali sul 2025 erano prevalentemente di segno negativo. E i report al giro di boa del 2026 non raccontano una situazione in miglioramento. La congiuntura per la filiera turca della pelle resta dura. Per certi versi è il riflesso locale di una dinamica internazionale: la domanda di prodotto in pelle è debole e ne pagano le conseguenze tutti i Paesi manifatturieri. La Turchia, però, deve assorbire anche le ripercussioni di problemi propri, come l’influenza della valuta e il rapporto con la concorrenza asiatica.
Le premesse
I numeri previsionali, dicevamo, dicono che il 2025 è già stato negativo: l’export dell’intera filiera pelle e prodotto in pelle (1,44 miliardi di dollari) ha registrato il -5,3%. Guardando ai singoli segmenti come riportati dalla stampa specialistica, soffrono le pelli finite (-9%) e le calzature in pelle (-11,7%). Sono in area positiva gli accessori in pelle (+3,1%) e l’abbigliamento (+17,2%), che però insieme non pareggiano il fatturato estero delle sole scarpe. Arrivati a giugno, intanto, la cronaca ci racconta che anche una delle due destinazioni d’uso che nel 2025 ancora faceva bene ha smesso di correre.
La congiuntura della filiera turca della pelle
Già, perché The Sauer Report tra i settori in maggiore difficoltà segnala, insieme alla calzatura, proprio l’abbigliamento in pelle e pelliccia: la domanda, specie europea, si sarebbe rimpicciolita. È una questione più ampia della sola manifattura dei capi spalla. In Turchia si sommano due problemi, a quanto pare. Da un lato il decadimento della qualità della materia prima, dal momento che sarebbe aumentata la quota di animali importati vivi (e quindi provenienti da Paesi con pratiche di allevamento non conformi agli standard locali). Dall’altro, il Paese soffre la pressione della concorrenza asiatica: l’aumento dei costi produttivi lo rende più caro e, quindi, meno preferibile rispetto a Vietnam, Cina, Indonesia (o anche Egitto). Il risultato è che sono ormai rare le concerie che lavorano a piena capacità, mentre aumentano i piccoli ordinativi.
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