L’ultimo anno fiscale dice che pure la filiera indiana soffre

L’ultimo anno fiscale dice che pure la filiera indiana soffre

Il risultato complessivo dell’export nell’anno fiscale 2025/26 (4,75 miliardi di dollari) è in calo dell’1,66% su quello precedente. E questo potrebbe far dire: visto il contesto globale, gli affari alle imprese della filiera indiana non stanno andando poi così male. Ma, entrando nel dettaglio delle categorie di prodotto, si vede che i settori dell’area pelle vengono da performance molto diverse. L’abbigliamento è addirittura in crescita (+17,65%), così come la selleria (+7,3%) anche se non in doppia cifra. Ma insieme rappresentano una quota del 13,4% del fatturato estero. Le categorie preponderanti sono in sofferenza.

 

 

La filiera indiana soffre

Ecco, per i dati elaborati dall’Istituto di Statistica indiano (DCGI&S) e riportati da Leather News, la calzatura in pelle, che con un fatturato estero di 1,95 miliardi rappresenta la quota maggioritaria del 40,9%, ha perso il 3% nell’anno fiscale. La pelletteria (nella quale sono conteggiati anche i risultati dei guanti, rappresentando il 26% dell’export) ha segnato il -5% (1,25 miliardi). I settori che raccolgono cumulativamente i due terzi del fatturato estero, insomma, insieme registrano il -4%. Tra i settori in area positiva ci sono le calzature non in pelle (+3,58%) e gli accessori per le scarpe (+3,77%). L’export di pelli finite (399 milioni) segna il -10,65%.

Foto Shutterstock

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