Nel semestre della pelle francese qualche luce tra tante ombre

Nel semestre della pelle francese qualche luce tra tante ombre

Il dato sintetico dice che nei primi sei mesi del 2026 l’area pelle francese ha visto calare sia l’export (-2%) che l’import (-5%). Lo scenario, insomma, resta molto critico. Ma tra tante ombre brilla qualche luce. Le tabelle dell’associazione di settore Alliance France Cuir riportano, ad esempio, un certo dinamismo del commercio estero delle concerie transalpine. E, seppur flebile, un ritorno all’area positiva della Cina, mercato strategico che vale la quota del 15% del fatturato estero.

Qualche luce tra tante ombre

Tra le luci sulla filiera francese, dicevamo, ci sono i risultati delle concerie, che nel periodo gennaio-giugno hanno incassato il +11% delle esportazioni e il 10% del fatturato. Non possono dirsi altrettanto fortunati gli esportatori di pelli grezze, che soffrono invece il -14%. È nell’area del prodotto finito in pelle (il cui fatturato estero vale 9 dei 9,2 miliardi totali) che si concentrano le ombre maggiori. L’export registra il complessivo -1,5%, ma nella tenuta generale si segnalano i crolli di Stati Uniti (-10%) e Giappone (-7%). Non tutti i mercati sono uguali: si tratta delle due destinazioni più munifiche. Mentre il prezzo medio in dogana delle borse dirette verso i Paesi europei è di 159 euro, quello delle stesse spedizioni verso gli USA è di 470 euro, mentre verso l’Asia è di 873 euro.

 

 

Tra Cina e Francia

Il +0,7% del prodotto finito in Cina, dicevamo, fa tirare un sospiro di sollievo ad Alliance France Cuir. Ma solo parziale, perché gli scambi con la Repubblica Popolare venivano dal -4% del 2025 sul 2024 e sono, quindi, lungi dall’aver recuperato. Anche le importazioni in Francia di pelle e prodotti in pelle sono in calo (-5% per 6,5 miliardi di euro). Specchio dei consumi domestici deboli, chiosa AFC: il commercio al dettaglio delle calzature ha perso il -4,1% e quello di articoli di pelletteria il -12,5%, mentre la Banca di Francia considera che il potere di acquisto dei francesi è sceso dello 0,4%.

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