Si attendeva il 14 settembre il termine del periodo di scrutinio per apprendere se il Consiglio o il Parlamento Europeo avessero obiezioni all’atto delegato della Commissione. Il periodo di scrutinio è terminato e la misura è ora definitiva: la pelle bovina è fuori dall’EUDR. Si attende ora soltanto la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’industria conciaria internazionale, che per anni ha fatto presente alle istituzioni europee che inserire la pelle bovina (a ogni stadio di lavorazione) tra i prodotti che sottostanno al regolamento non avrebbe aiutato la lotta alla deforestazione ma condizionato il mercato globale (a discapito delle imprese comunitarie) può tirare un sospiro di sollievo. Vede le proprie ragioni finalmente riconosciute.
Definitivo: la pelle fuori dall’EUDR
È una storia che parte dal 2021, quando nelle prime discussioni intorno al regolamento si ventilava l’inclusione delle pelli bovine. Ha attraversato due rinvii annuali, quando l’entrata in applicazione dell’EUDR sembrava imminente (con la sua due diligence che avrebbe oberato le concerie di un lavoro burocratico a tratti ancora impossibile da soddisfare). E ha visto lo scenario schiarirsi solo dalla scorsa primavera, quando la Commissione ha mostrato di aver compreso le ragioni delle imprese e delle associazioni di settore. Ora, come riporta anche Euractiv, Consiglio e Parlamento non hanno sollevato obiezioni: l’esclusione della pelle bovina è definitiva.
Foto da Radici 80, il libro sugli ottant’anni di UNIC – Concerie Italiane
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