Quarant’anni di concia europea nel racconto di Gonzalez‑Quijano

Quarant’anni di concia europea

Quarant’anni di concia europea letti nel percorso di Gustavo Gonzalez‑Quijano. Svedese di nascita, spagnolo di passaporto, formato tra Austria, Belgio e Spagna, il 1° aprile ha lasciato la guida di Cotance, la voce della concia europea a Bruxelles. La sua biografia è un manifesto di integrazione, ma lo è ancora di più il lavoro svolto in un settore piccolo nei numeri e enorme nella complessità politica. Dalle battaglie sulle quote giapponesi degli anni ’90 alle normative ambientali, fino all’apertura della rappresentanza agli stakeholder, la conceria europea ha attraversato trasformazioni profonde. Sul mensile di maggio La Conceria Gonzalez‑Quijano ripercorre le sfide, le conquiste e il modo in cui la diplomazia industriale ha cambiato anche lui.

Quarant’anni di concia europea

Per Gonzalez‑Quijano, le sfide non sono mai mancate: dagli anni ’90, quando si combatteva sulle quote giapponesi all’import di pelle europea e sulle restrizioni all’export di pelli grezze da Paesi concorrenti, fino ai dossier più recenti su ambiente e chimica. La concia, dice, è un settore piccolo e quindi politicamente “poco pesante”, ma capace di incidere quando porta competenza tecnica ai tavoli europei. L’impegno quindi ad ottenere una politica industriale a difesa dell’autenticità della pelle. Nel frattempo, Cotance è cambiata: da cinque scatoloni in un deposito di pelli alla stazione sud di Bruxelles a un’organizzazione strutturata, con quattro professionisti nel cuore del quartiere europeo.

 

 

Un lavoro di diplomazia

La parte più affascinante per Gonzalez‑Quijano? La diversità della concia e la capacità di innovare un materiale antico quanto l’umanità. Viaggiare per Cotance gli ha permesso di scoprire un’Europa fatta di imprenditori “con l’anima dell’artista ma il fiuto per gli affari”, capaci di trasformare un residuo in bellezza. E la diplomazia? Non è il lavoro a forgiare il carattere, dice, ma le sfide che si affrontano. E in quarant’anni di Europa, tra moneta unica, allargamenti, crisi e guerre, le sfide non sono certo mancate. Un racconto che nel mensile trova spazio pieno, con tutte le sfumature di una carriera che ha attraversato l’Europa mentre l’Europa cambiava.

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