Se per la pelle francese il +265% in Giappone è già un ricordo

Se per la pelle francese il +265% in Giappone è già un ricordo

Per la pelle francese il +265% in Giappone è già un ricordo. Inflazione, invecchiamento della popolazione, calo del turismo cinese, sviluppo del second hand e grandi magazzini che si reinventano sono solo alcuni dei fattori che stanno rapidamente trasformando il mercato nipponico. Che non è più il paradiso del lusso di qualche anno fa. Elementi che impattano in maniera significativa anche sull’industria conciaria locale. Un report di Alliance France Cuir fa il punto della situazione.

Il +265% in Giappone è già un ricordo

Il Giappone costituisce l’8% delle esportazioni dell’industria francese della pelle. Dal 2019 al 2025, l’import nipponico di pelli e prodotti in pelle francesi è passato da 406 milioni a 1,48 miliardi di euro, di cui 1,3 miliardi di pelletteria, 18,4 milioni di abbigliamento in pelle e 139,6 milioni di calzature. Un mercato che sta vivendo un periodo di trasformazione a causa di diversi fattori. Tra cui l’inflazione, l’invecchiamento della popolazione, il calo del turismo cinese (-60% nel 2025 rispetto all’anno precedente) e uno yen debole. Fattori che spingono le imprese a reinventarsi, compresi i grandi magazzini, imprescindibile canale di distribuzione per i marchi occidentali di moda. Ci sono grandi magazzini che hanno ampliato lo spazio destinato all’offerta alimentare per accrescere l’esperienza del cliente. Altri che hanno integrato la proposta di prodotti di lusso con articoli di fascia inferiore per cercare di ampliare la clientela. In definitiva, si legge nel report di Alliance France Cuir, i grandi magazzini si stanno ridimensionando in base al business anche a costo di mescolare i formati. Lo sviluppo del second hand e un mercato in cui la scarpa formale ha una diffusione maggiore rispetto agli altri paesi sono altri fattori da tenere in considerazione. Così come il fatto che, storicamente, il consumatore giapponese apprezza la qualità del prodotto ed è molto esigente in fatto di qualità del prodotto.

 

 

La mancanza di ricambio generazionale

I flussi commerciali sono influenzati dall’indebolimento dello yen, che favorisce l’export di prodotti finiti in pelle giapponesi, ma penalizza le importazioni e i consumi interni in quanto i prezzi sono aumentati di conseguenza. La debolezza della valuta locale incide anche sulle importazioni delle 130 concerie giapponesi, la maggior parte delle quali concentrate a Himeji, lo storico distretto della produzione di pelli, a est di Kyoto. Oggi, l’industria conciaria giapponese prospera grazie alle forniture destinate all’industria automobilistica locale, che rappresentano il 60% del mercato. Solo il 10-15% del grezzo lavorato è di provenienza locale, mentre l’import arriva prevalentemente da America, Cina e Polonia. Ma il problema che più affligge l’industria conciaria locale, sempre secondo il report di Alliance France Cuir è la mancanza di ricambio generazionale. Dall’inizio del 2026 ad oggi sono state registrate più assunzioni di persone con oltre 70 anni che di persone tra i 30 e i 39 anni. Questo frena l’export di pelli in un periodo molto favorevole per incrementare le vendite verso l’estero. Tra l’altro questa difficoltà nel reclutare giovani potrebbe tradursi in fusioni tra aziende. (mv)

Foto Shutterstock e Alliance France Cuir

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×