Industria calzaturiera italiana in lutto per la morte di GianBeppe Moreschi. Aveva 92 anni e per oltre 60 anni, dal 1957 al 2020, ha guidato lo storico calzaturificio Moreschi di Vigevano (Pavia). GianBeppe Moreschi è stato un capitano di impresa, capace di portare il calzaturificio vigevanese al suo massimo splendore, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo e al prestigio della scarpa italiana.
La notizia della scomparsa
L’imprenditore è scomparso nella notte tra giovedì 30 e venerdì 31 luglio 2026. Ne dà notizia l’Informatore Vigevanese. La storia di Moreschi inizia il 16 ottobre 1946, quando Mario Moreschi fonda a Vigevano il Calzaturificio Biellese. Che poi si trasforma nel calzaturificio Morres. Nel novembre del 1957, dopo la morte del fondatore, il figlio GianBeppe, allora 23enne, eredita l’azienda, che guiderà col fidato collaboratore ed ex compagno di scuola Giuseppe De Paoli. Il primo gennaio 1963 Morres si trasforma nel Calzaturificio Moreschi che pian piano inizia a diffondere le sue scarpe, ad esportarle all’estero fino a diventare uno dei calzaturifici più importanti d’Italia. Nel 2010 produce 500.000 paia di scarpe l’anno. L’azienda si basa sempre sulla sua tradizione calzaturiera che lo stesso presidente GianBeppe definiva “orologeria in pelle”.
La qualità
“Ieri come oggi continua la nostra sfida di voler fare scarpe di ottima qualità puntando solo sul savoir faire italiano. Una carta che per noi è vincente” diceva GianBeppe a Repubblica nel dicembre 2014. L’imprenditore, insieme ai figli Stefano, Mario e Francesco, hanno guidato il calzaturificio fino all’estate 2020, quando ne hanno ceduto il controllo. GianBeppe si è spento a 92 anni portando con sé un pezzo importante della storia del calzaturificio Moreschi, che negli anni Dieci del nuovo millennio era uno dei più grandi d’Italia per il numero di dipendenti. Moreschi ha contribuito in maniera importante anche alla storia e allo sviluppo dell’industria calzaturiera italiana. (mv)







