Nei Paesi Bassi, Birkenstock prosegue la sua battaglia contro chi imita i suoi calzari e vince anche con Lidl, dopo il successo ottenuto lo scorso novembre contro Scapino. La catena di discount è accusata di commercializzare copie non autorizzate dei celebri sandali tedeschi. Si tratta della seconda decisione con cui i tribunali olandesi smentiscono la Corte suprema federale di Germania, che un anno fa aveva negato all’azienda la tutela del copyright.
Birkenstock vince anche con Lidl
La Corte distrettuale di Gelderland, con sede nella città di Arnhem, nei Paesi Bassi, ha dato ragione a Birkenstock che accusava Lidl di vendere calzature-sosia dei propri sandali. La sentenza prevede il divieto immediato nei confronti di Lidl di vendere copie non autorizzate dei sandali Arizona, Madrid, Gizeh, Boston e Florida. I sandali venduti da Lidl, afferma la Corte olandese, violano il copyright nel disegno del fondo dei modelli Birkenstock. Inoltre, Lidl deve risarcire Birkenstock per il danno causato, con l’importo da determinare in procedimenti separati. E deve anche pagare le spese legali di tutto il procedimento. WWD-Footwear News, che ricostruisce il caso, evidenzia come la decisione della Corte distrettuale di Gelderland sia di primo grado, per cui può essere impugnata.
Una seconda vittoria
E ciò che è infatti accaduto dopo la vittoria legale di Birkenstock contro Scapino nello scorso novembre. Anche in questo caso siamo nei Pesi Bassi. La Corte distrettuale di Midden-Nederland ha ordinato al retailer Scapino di cessare la vendita delle copie dei sandali Birkenstock dei modelli Arizona, Madrid e Florida. Negli USA, risulta ancora in contenzioso la battaglia tra Birkenstock e White Mountain Footwear (controllata da American Exchange Group). La causa, originariamente depositata nel marzo 2024, vede l’azienda tedesca accusare la società americana di aver venduto per anni scarpe del tutto simili ai modelli tedeschi. (mv)
Foto dal sito di Birkenstock
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