Perché ha ristrutturato le proprie regole sulle relazioni con i fornitori. Ha internalizzato alcune fasi della lavorazione. E ha interrotto i rapporti con quelle aziende che non garantivano i requisiti necessari. È in virtù di queste azioni che Valentino Bags non solo è uscita dall’amministrazione giudiziaria, ma lo ha fatto in anticipo sui tempi previsti.
Valentino Bags fuori dall’amministrazione giudiziaria
È di fine marzo la notizia che la Procura di Milano abbia chiesto la revoca per la società lombarda (100 dipendenti e 23 milioni di produzione annuale, braccio operativo del brand che fa capo al fondo qatarino Mayhoola). Ora il Corriere della Sera legge le motivazioni della sezione di Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano. Valentino Bags ha “reciso integralmente i rapporti con i fornitori che sono risultati inidonei alla prosecuzione del rapporto commerciale – recita il testo – e ha altresì avviato un processo di internalizzazione di parte delle lavorazioni, limitando il ricorso alle lavorazioni di terzi”. La solerzia, dicevamo, consente a Valentino Bags (sottoposta alla misura a maggio 2025 nel contesto delle indagini sul caporalato nella filiera lombarda del PM Paolo Storari) di uscire all’amministrazione giudiziaria in anticipo sull’anno previsto.
Il fatto e il da farsi
“Fin dalla fase iniziale della misura – recita ancora il provvedimento – la società ha mostrato piena e assoluta disponibilità a collaborare con l’amministratore giudiziario e con il Tribunale ad un rafforzamento proprio di quei presidi organizzativi e di controllo che, pur nel contesto di una impresa sostanzialmente sana, si erano dimostrati inidonei a scongiurare condotte di agevolazione rispetto a una filiera produttiva connotata da condizioni di sfruttamento dei lavoratori”. Il viatico migliore per sanare la situazione e “costituire un nuovo modello di gestione e organizzativo orientato a favorire situazioni di trasparenza e legalità”. Raggiunto l’obiettivo, il Tribunale ha preferito ritirare la misura perché protrarla “finirebbe esclusivamente per determinare negative ricadute sotto il profilo produttivo e occupazionale, senza apportare uno specifico e ulteriore miglioramento dell’assetto societario”.
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