Dalla crisi di un comparto, la pelletteria, a quella di una singola impresa calzaturiera, Farida. Dalla Toscana arrivano numeri negativi sulla pelletteria, con la speranza che presto possa avverarsi l’auspicata inversione di tendenza di tutta la filiera produttiva. Filiera che è ancora in crisi, con il coinvolgimento di numerose aziende terziste. Tra queste c’è Farida di Chiusi Scalo (Siena), che produce scarpe per le griffe del lusso. Il calzaturificio aveva riaperto nel settembre 2023 dopo che nel luglio 2022 un incendio aveva distrutto la sede di Chiusi.
Toscana, la filiera soffre
Nei primi tre mesi del 2026, gli addetti della pelletteria nella Città Metropolitana di Firenze sono 527 in meno rispetto all’inizio dell’anno. Secondo i numeri diffusi da CNA Federmoda e divulgati da firenzedintorni.it, i lavoratori del settore sono passati da 30.703 del primo gennaio 2026 a 30.176 al 31 marzo dello stesso anno. L’anno scorso, 129 aziende dello stesso territorio fiorentino hanno usufruito della cassa integrazione, coinvolgendo 1.247 lavoratori. Dalla stessa CNA temono che la diminuzione delle ore di Cassa Integrazione registrata nel primo trimestre 2026 rispetto all’analogo periodo del 2025 sia causata dal fatto che ci sono meno aziende e meno addetti. E, quindi, non da una ripresa della produzione e da un miglioramento generalizzato del settore. “Quando migliaia di piccole aziende della stessa filiera soffrono per le stesse ragioni e danno lavoro a decine di migliaia di persone, siamo di fronte a una grande crisi industriale, da affrontare come tale nei tavoli regionali dedicati alle grandi vertenze” commenta Simone Balducci di CNA Federmoda Firenze.
La crisi di Farida
Continua a tenere banco il caso Farida. L’ultimo incontro che si è svolto al Tavolo Regionale sulla crisi del calzaturificio di Chiusi non ha portato ad alcuna novità positiva sulla vertenza aziendale. I sindacati hanno rilevato che l’azienda non avrebbe formalizzato la richiesta di cassa integrazione straordinaria all’INPS. Con i dipendenti che non percepiscono l’ammortizzatore sociale, nonostante risulti regolarmente autorizzato dal Ministero del Lavoro dallo scorso 31 luglio. Secondo quanto riporta La Nazione, il Tavolo Regionale è stato riconvocato per domani, 27 agosto, al fine di verificare la situazione all’INPS. (mv)
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