Il futuro secondo Prada: l’artigiano guadagnerà più dell’impiegato

Il futuro secondo Prada: l’artigiano guadagnerà più dell’impiegato

Il futuro secondo Prada, che lancia un messaggio chiaro ai giovani. Il CEO del gruppo Andrea Guerra e il futuro CEO Lorenzo Bertelli sono, infatti, convinti che tra qualche anno il lavoro manuale sarà più attrattivo e remunerativo di un lavoro intellettuale. Ribaltando così ciò che è accaduto negli ultimi decenni e che ha spinto le famiglie a indirizzare i propri figli verso una professione intellettuale.

Il futuro secondo Prada

Queste scelte, aggiunte alla riduzione del tasso di natalità e all’alta inattività in Italia (il 23,4% della popolazione, rispetto alla media europea del 13,9%) hanno portato ad una carenza di chi vede un futuro nei lavori manuali. Le statistiche citate da Guerra dicono che entro il 2028 alla manifattura occorrono oltre 270.000 persone, di cui 75.000 nel lusso. E oggi, la stima è che si arriverà a coprire una posizione vacante su due. “Nei giovani vedo il desiderio di una vita diversa, di uno stile di vita migliore, con minore alienazione. Sta a noi crearne le condizioni, facendo capire che il lavoro manuale non è solo assemblaggio, ma collaborazione di gruppo. Sta a noi dare contenuto al nostro lavoro” afferma il CEO del gruppo Prada al Sole 24 Ore.

 

Banner 728x90 nei post - B7

 

Un lavoro ambito

Ma oltre al contenuto, da Prada credono che ci sia anche una soddisfazione in termini economici. “Già lo scorso anno negli Stati Uniti il salario medio di un colletto blu era più alto di quello di un colletto bianco. Tra dieci e vent’anni il paradigma si ribalterà, il lavoro manuale sarà più ambito e pagato di quello impiegatizio” afferma Lorenzo Bertelli. Il suo ragionamento parte dal fatto che la tecnologia e l’intelligenza artificiale stanno “sostituendo i processi” mentre “il lavoro artigiano non si può sostituire”. Per cui i mestieri ad alto valore aggiunto “non scompariranno, anzi saranno ricercati e remunerati”. Un’altra leva per attirare i giovani viene azionata da Rosa Santamaria Maurizio: “Se si emozionano per quello che fanno, le persone rimarranno in azienda”. Alla fine i risultati ottenuti dal gruppo Prada con i giovani sono tangibili. Sui 405 dipendenti di Scandicci, due su tre hanno meno di 35 anni. (mv)

Foto Prada Group

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×