La guerra del fast fashion non si combatte più solo a colpi di prezzi. Ora passa dalle aule nei tribunali, dove tra Shein e Temu volano stracci. Come riporta Reuters, a Londra si è aperto un processo che mette al centro accuse di violazione del copyright “su scala industriale”. Il caso prende in esame migliaia di immagini che Shein sostiene siano state copiate per promuovere prodotti concorrenti. Temu respinge le accuse e rilancia con una contro‑causa per i danni subiti dopo la rimozione di migliaia di inserzioni. Il tutto arriva mentre Stati Uniti ed Europa preparano nuove regole doganali che potrebbero ridisegnare il mercato del low cost.
Tra Shein e Temu volano stracci
Secondo Shein, Temu avrebbe utilizzato migliaia di immagini scattate dai propri team per pubblicizzare copie dei capi originali. Non un incidente, quindi, ma un’appropriazione su scala industriale, sostiene l’azienda, per agganciarsi alla reputazione del concorrente più affermato. In aula, l’avvocato di Shein Benet Brandreth ha paragonato la difesa di Temu a un imputato che aspetta l’arrivo dei testimoni per poi dichiararsi colpevole: un’immagine teatrale, perfetta per un processo che ha già superato i confini tecnici del copyright. Per l’avvocato Temu avrebbe cercato di ottenere un vantaggio sleale.
La contro-causa
Temu, dal canto suo, ha respinto le accuse richiamando un precedente dell’Alta Corte di Londra: ad aprile, i giudici si erano espressi a suo favore su 15 delle 20 inserzioni campione che avrebbero dovuto essere esaminate nel processo, poi ritirate. Temu ha presentato una contro-causa chiedendo un risarcimento danni, sostenendo che Shein l’ha costretta a rimuovere migliaia di inserzioni a seguito dell’ingiunzione ottenuta. Una misura che, secondo l’azienda, avrebbe avuto un impatto economico rilevante. Inoltre, Temu sostiene che Shein abbia vincolato i fornitori con accordi di esclusiva, limitando la concorrenza nel fast fashion globale. Questa parte del caso andrà a processo l’anno prossimo, ma già ora contribuisce a definire un quadro in cui la battaglia legale diventa un’estensione della battaglia commerciale. Il tutto mentre il contesto normativo si irrigidisce: negli Stati Uniti è caduta l’esenzione doganale per i pacchi a basso valore, e l’Unione europea farà lo stesso da luglio. Per due piattaforme costruite sulla velocità e sui micro‑ordini internazionali, è un cambio di scenario che pesa quanto una sentenza.
Foto Shutterstock
Leggi anche:







