Le PMI argentine della pelle si uniscono alla protesta contro Milei

Le PMI argentine della pelle si uniscono alla protesta contro Milei

Infobae raccoglie la testimonianza Emanuel Fernández, calzaturiere che vantava 120 addetti e ora è arrivato a contarne 15. “La situazione è disperata, quasi terminale – dice –. Ogni giorno chiudono calzaturifici. Speriamo che il governo ci ascolti, altrimenti non rimarranno industrie in attività”. Ma non solo la scarpa ha aderito lo scorso 20 agosto alla (insolita, chiosa la stampa nazionale) mobilitazione a Buenos Aires delle imprese. Le PMI dell’intera filiera argentina della pelle si sono unite alla protesta contro il premier Javier Milei, le cui politiche liberiste sono accusate di aver messo in ginocchio la manifattura.

La protesta contro Milei

Certo, la congiuntura economica è difficile (specie per la filiera della pelle) in tutto il mondo, non solo a causa delle politiche Milei. Ma, secondo le statistiche, le imprese attive in Argentina sono passate dalle 512.357 dell’autunno 2023 alle attuali 481.724, con il comparto manifatturiero che conta tra gli arretramenti più significativi (-13,81%). Secondo ILM, alla manifestazione del 20 agosto hanno aderito aziende delle filiere tessili e della pelle. Lo slogan della giornata era “Las Pymes también son argentinas” (anche le PMI sono argentine), richiamando lo striscione di rivendicazione per l’arcipelago delle Malvinas mostrato dai calciatori della nazionale ai Mondiali). I piccoli e medi imprenditori chiedono una legge speciale per il sostegno alle attività: accesso al credito, sussidi energetici e politiche sociali.

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