Gli (ambiziosi) obiettivi di Nuo e Vyko, i fondi da Italia e Irlanda che puntano sul lusso. In un decennio, Nuo ha investito mezzo miliardo di euro e si prepara ad impiegare altri 600 milioni. Il fondatore e CEO Tommaso Paoli spiega chi sta guardando e gli obiettivi. Vyko, viceversa, è stata appena fondata e vuole raccogliere 50 milioni di euro entro la fine dell’anno. A guidare la piattaforma di investimento è Ashley McDonnell, ex dirigente di LVMH, Google e Puig.
Fondi da Italia e Irlanda che puntano sul lusso
Nuo è una società di partecipazioni nata nel 2016 a Milano che investe in aziende italiane di piccole e medie dimensioni per internazionalizzarle. Tra le aziende partecipate da Nuo troviamo il brand di abbigliamento giovane Subdued, Slowear, le calzature outdoor di Scarpa e Montura. “Il nostro obiettivo è rendere queste aziende «eterne», lasciandole indipendenti” ha spiegato a MFF Tommaso Paoli. Ora Nuo ha intenzione di impiegare altri 600 milioni di euro. “Tendenzialmente ci focalizziamo su realtà che fatturano da 50 fino a 200 milioni al massimo. L’internazionalizzazione è il primo obiettivo” afferma Paoli nell’intervista. E riguardo agli obiettivi nel mondo della moda rivela di guardare ad un’azienda di medie dimensioni “alla Subdued”, “che ha una sua nicchia dove sta andando molto bene. E un’altra con un posizionamento più lusso, presente da 30 anni. Entrambe le realtà – conclude Paoli – sono un po’ sopra i 100 milioni di fatturato”.
Il premium irlandese
Sul mercato degli investitori arriva Vyko, che vuol diventare il primo gruppo di marchi di lusso in Irlanda. Il suo obiettivo è far crescere e portare su scala internazionale i marchi irlandesi premium, di piccole dimensioni ed emergenti. Le prime acquisizioni sono in programma una volta raccolti 50 milioni di euro. Secondo il cronoprogramma, la raccolta fondi dovrà concludersi entro l’anno. L’obiettivo di lungo periodo, forse un po’ ambizioso, è quella di emulare i grandi gruppi del lusso come LVMH e Kering, con una versione irlandese. Fashion Network scrive che l’azienda ha esaminato oltre 500 marchi irlandesi per valutare possibili acquisizioni. (mv)
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