Sull’ultimo numero de La Conceria le nuove regole del licensing

Sull'ultimo numero de La Conceria le nuove regole del licensing

Le nuove regole del licensing. Sull’ultimo numero de La Conceria, nell’articolo “Il mondo delle licenze, oggi: Di cosa parliamo quando parliamo di licensing” tre protagonisti del settore, Bruno Conterno, Dario Predonzan e Rodolfo Zengarini, ci raccontano come sta cambiando davvero questo mercato. Per analizzare un settore decisivo del fashion system, spingendo i brand oltre il proprio core business grazie a partner capaci di trasformare categorie complesse in opportunità concrete. Oggi questo meccanismo entra in una fase più selettiva, più strategica, più legata alla visione condivisa tra marchio e licenziatario.

Le nuove regole del licensing

Per Bruno Conterno, alla guida di Nice Brand Lab, il licensing è una questione di allineamento totale: qualità, distribuzione, immagine, ritmo creativo. Il licenziatario diventa un interlocutore complementare, capace di portare stimoli stilistici e presidiare categorie cruciali come le calzature. Da qui la spinta verso modelli più strutturati, partnership che uniscono know-how industriale e controllo del valore. Dario Predonzan, CEO di Bikkembergs, chiarisce invece perché i brand premium continuino ad affidarsi agli specialisti. La scarpa richiede competenze verticali, investimenti, velocità decisionale. Il punto chiave è la visione di medio-lungo periodo. Un licenziatario deve trattare il marchio come un’estensione del proprio corpo creativo, evitando scorciatoie e posizionamenti che bruciano valore.

 

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Tra disciplina e sensibilità

Rodolfo Zengarini, CEO dell’omonimo calzaturificio, gestisce un portafoglio che va da John Richmond a Trussardi. Racconta un mercato ciclico, oggi in fase di nuovo interesse, dove pochi specialisti garantiscono continuità, metodo e affidabilità. La selezione del partner parte dal posizionamento, dalla filosofia del prodotto, dalla sintonia con stile e proprietà. Poi arriva la parte più complessa. Quella fatta di materiali, campionari, collezioni, distribuzione, differenziazione creativa. Nel mensile entriamo nel dettaglio di questo lavoro quotidiano, mostrando come il licensing sia diventato una disciplina che richiede visione, rigore e una capacità rara di mantenere identità distinte all’interno di un portafoglio ampio. Un invito a scoprire da vicino il dietro le quinte di uno dei motori più redditizi e meno visibili del fashion system.

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