A Homo Faber 2026 la pelle diventa scultura, mito, paesaggio

A Homo Faber 2026 la pelle diventa scultura, mito, paesaggio

A Venezia, la biennale Homo Faber 2026 celebra l’alto artigianato trasformando la pelle in un linguaggio visivo potente e poliedrico. Superando la sua storica funzione decorativa o utilitaristica, la pelle diventa scultura, tela per la pittura, architettura scultorea, memoria culturale e teatro di ombre. Attraverso il talento di maestri riconosciuti e giovani promesse internazionali, la rassegna evidenzia anche una straordinaria sintesi tra radici artigianali e visione contemporanea, offrendo un percorso dove ogni piega racconta storie di natura, radici e continua ricerca visiva. Scopriamoli insieme.

La pelle diventa scultura

Il legame con il territorio e la memoria plasmano opere dalla forte carica espressiva. Dalla Thailandia, Thyme Neelaphanakul trasforma la pelle in intricati elementi botanici d’ispirazione devozionale, mentre in India Kanday Anjanappa eredita una tradizione secolare lavorando la pelle di capra (scartata) per crearne marionette traslucide che animano gli antichi poemi epici. Nel contesto sudafricano, Abongile Sidzumo impiega ritagli di scarto per comporre quadri e paesaggi che narrano la vita comunitaria e il tema delle migrazioni, simboleggiato dalla borsa di cuoio. Dall’Inghilterra, il duo Natalie Thakur e Neale Marriott fonde invece la delicatezza dell’intarsio e della sagomatura in pelle con la pittura d’arte, traendo forza da ricordi d’infanzia e suggestioni storiche per dare voce alla materia pura.

 

 

Evoluzioni contemporanea

A piegare la pelle (e la materia) certe volte è l’innovazione, certe altre la tradizione. La francese Sofia Shazak, per esempio, spazia dall’alta moda di Schiaparelli all’antico intreccio shallang unito a pelli etiche come il salmone. Nei Bassi Paesi, invece, Elaine Chan-Perryman plasma a mano vasi in pelle vegetale italiana, trasformando l’impatto emotivo di un vecchio finimento da cavallo in opere uniche di altissimo artigianato. Insomma, il più sconfinato dei materiali per il più sconfinato dei mondi.

Foto dal sito di Homo Faber

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