Il teatro di figure crepuscolari nella ricerca in pelle di Baszak

Il teatro di figure crepuscolari nella ricerca in pelle di Baszak

La pelle conserva da sempre la memoria viscerale del corpo da cui proviene, muovendosi al confine sottile tra l’utilità quotidiana, il feticcio e la sacralità del sacrificio. Nella sua ricerca in pelle, l’artista Jan Baszak trasforma questo materiale ancestrale nel perno di un’indagine profonda sulla precarietà dell’esistenza. L’involucro animale svela così la sua natura di maschera e di soglia, aprendo uno squarcio verso una dimensione onirica in cui il vuoto si popola di archetipi, forme grottesche e simboli eterni.

La ricerca in pelle di Jan Baszak

L’uso strategico della pelle e dei tessuti elastici permette di sigillare organi viscerali ipotetici dentro manti precari e complessi. Cuciture, patine e torsioni danno vita a sculture enigmatiche, come vitelli e capre a due teste, che sfidano la consueta anatomia per farsi feticci contemporanei. La lavorazione trasforma la materia grezza in un costume inedito. Un involucro che riscrive il concetto stesso di corpo, oscillando continuamente tra l’artigianato tradizionale e l’invenzione fantastica.

 

 

Un teatro di figure sospese nell’estetica della decadenza

Come sottolinea Collateral, le sculture poggiano su piedistalli che annullano ogni scorrimento temporale, immergendo l’osservatore in un’atmosfera crepuscolare e fortemente suggestiva. Le creature incarnano una malinconia latente e una posa di totale abbandono, sospese tra un desiderio sconfitto, represso e un’attrazione viscerale verso il mistero dell’esistenza. Più che semplici oggetti plastici, le opere formano un vero e proprio teatro di figure silenziose che suscitano un misto di timore reverenziale e rispetto primordiale, ponendosi come simulacri di un’eternità precaria e decadente. Modellati al crepuscolo, questi esseri sembrano vivere e brillare in un tempo sospeso, estraneo alla misurazione umana, dove la materia lavorata si fa testimone di un rito artigianale e profetico capace di sfidare l’oblio.

Foto dal profilo Instagram dell’artista

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