Un clima di incertezza e la contrazione dei consumi gravano sui risultati finanziari di Roche Bobois nella prima metà del 2026. Il gruppo francese dell’arredamento di alta gamma ha evidenziato una flessione del fatturato complessivo dell’8,9%, risentendo in modo particolare delle difficoltà riscontrate nei principali mercati internazionali ed europei, mentre tiene Cuir Center, l’altro marchio del gruppo. Nonostante il quadro generale complesso, infatti, si registrano segnali di dinamismo in alcune aree.
I dati
Come sottolinea la stampa di settore, durante il primo semestre del 2026, la contrazione delle vendite ha interessato gran parte dei mercati geografici presidiati dal gruppo. Sul suolo transalpino, il brand Roche Bobois ha registrato una riduzione delle entrate pari al 6,7%. Al contrario, l’insegna Cuir Center ha confermato la propria solidità commerciale attraverso una progressione del 6,5% nei primi sei mesi. Sostenuta, in questo caso, da una comunicazione mirata e dall’apprezzamento delle nuove collezioni. Sul fronte estero, l’area nordamericana (Stati Uniti e Canada) ha subito una contrazione dell’11,1% a tassi correnti, mentre nell’Europa continentale (esclusa la Francia) la riduzione ha raggiunto il 15,4%, avvertita con maggiore intensità nei contesti di Regno Unito, Germania e Spagna. Flessioni minori sono state osservate nei territori d’oltremare.
Tiene Cuir Center
I dati relativi all’acquisizione degli ordini nel corso del secondo trimestre evidenziano comunque un parziale recupero rispetto al primo periodo dell’anno. Sebbene il volume complessivo delle vendite della rete diretta registri un calo, l’apporto di Cuir Center nel secondo trimestre (+14,3%) ha mitigato il rallentamento del marchio principale in patria. Allo stesso tempo, si segnalano riscontri incoraggianti sul mercato cinese. Con vendite dirette in aumento del 14,6% nel semestre, e una sostanziale stabilità negli Stati Uniti in valuta locale. A fine giugno 2026, il valore complessivo delle ordinazioni dirette e in franchising si è attestato a 266,4 milioni di euro, a fronte di un portafoglio ordini per i punti vendita di proprietà pari a 122,7 milioni di euro. Una consistenza che permetterà al gruppo di affrontare la seconda parte dell’esercizio mantenendo invariata la base ordini rispetto alla chiusura del 2025.
Foto Cuir Center e Shutterstock
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