Il movimento a Lineapelle di un settore che vuole risalire la china

Il movimento a Lineapelle di un settore che vuole risalire la china

All’apertura dell’edizione 108 di Lineapelle (15-18 settembre) movimento c’è. Il pubblico di operatori della moda e del design ha affollato i padiglioni di Fiera Milano Rho, dove si presentano le collezioni FW 2027/2028. Le sensazioni del momento, come sempre quando si tratta di saloni espositivi, vanno rivalutate a settimane di distanza, quando l’interesse si trasforma in ordine. Ma mai come in questa congiuntura, così dura per la pelle e i materiali per il fashion, è importante trovare riscontri a partire da Lineapelle. “È stata una prima parte di giornata intensa – racconta Leonardo Russo di Russo di Casandrino –. La cosa più bella è stata vedere l’interesse dei visitatori per la ricerca: hanno di nuovo voglia di stupire il cliente finale”.

Il movimento a Lineapelle

La filiera della pelle e dei materiali vuole risalire la china, ma dopo anni così sfidanti non abbassa la guardia: sa che c’è ancora da combattere e competere. “A luglio abbiamo registrato un picco lavorativo, anche settembre pare andar bene – chiosa Dino De Maio di DMD Solofra – e ora osserviamo l’inizio vivace di Lineapelle”. Si vede la luce in fondo al tunnel? Presto per dirlo, work in progress. “Come impresa, abbiamo bisogno di maggiore continuità – aggiunge De Maio –. In questa fase nelle nostre possibilità c’è esplorare nuovi clienti, nuove nicchie, giovani realtà”. “Il flusso di persone c’è qui a Lineapelle e il lavoro sta andando avanti – ricorda Giuliano Leone della Conceria Nuova Leon di Chiampo –. L’obiettivo è ritrovare i nostri clienti, anche quelli che rappresentano l’export, che oggi si attesta sul 30% del totale”.

 

 

Il valore del lavoro

Dall’area vicentina a quella del distretto di Solofra è sempre la volontà di proporre un prodotto di qualità al centro del lavoro. “Noi siamo da 50 anni nel settore – ricordano Mariano e Alfonso Giannattasio della conceria EFFEGI di Solofra – e a Lineapelle ci aspettiamo di veder riconosciuto il valore del lavoro. Le nostre pelli arrivano dal Sud Africa e serviamo il mercato della pelletteria di lusso. È importante ricordarlo, la pelle richiede tempo per creare bellezza nelle sue lavorazioni. Noi siamo artigiani in fin dei conti, e abbiamo imparato ad essere artigiani smart, sempre operativi”. (aa/rp)

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