La famiglia Arnault vuole riorganizzare le holding di famiglia per consolidare e semplificare il controllo su LVMH. Il progetto presentato al board di Christian Dior è piuttosto articolato e complesso, ma arriva alla formazione di un’unica società che avrà il controllo di LVMH. La riorganizzazione è anche una risposta, seppur parziale, alla questione della successione in casa Arnault. Gli assetti societari sono in trasformazione anche nell’arcirivale gruppo Kering. Ma, a detta di Glitz.Paris, non sono orchestrati dalla famiglia Pinault, bensì da soci attivisti che ora potrebbero entrare a gamba tesa sul CEO Luca de Meo.
I nuovi assetti societari del gruppo LVMH
La famiglia Arnault ha un piano per fondere le proprie holding e “garantire la continuità del controllo” sul gruppo, ha annunciato mercoledì la maison Christian Dior in un comunicato riportato da Fashion Network. La continuità e la semplificazione arriveranno tramite la creazione di un’unica entità. Dopo “l’assorbimento di Financière Agache da parte di Agache, è previsto che Agache venga a sua volta assorbita da Christian Dior – spiega il comunicato –, che verrebbe contestualmente trasformata in società in accomandita per azioni e rinominata Agache”. La nuova Agache avrà il controllo diretto del 49,76% del capitale e il 65,55% dei diritti di voto di LVMH. L’architettura finanziaria del progetto prevede anche un’offerta pubblica (OPR) sulle azioni Christian Dior non detenute dalla famiglia Arnault, che verrà lanciata nel primo trimestre 2027. Il riassetto, spiega Il Sole 24 Ore, facilita il passaggio generazionale ai cinque figli di Bernard Arnault. Che quindi ha dato una risposta, seppur parziale, alla questione della sua successione al vertice del più grande gruppo del lusso al mondo.
E quelli in Kering
Nel caso di Kering, Glitz segnala la presenza di soci di minoranza molto attivi (in base a comportamenti già tenuti in passato) sulla gestione del gruppo. Il primo è Causeway, società di gestione patrimoniale che, approfittando del prezzo in ribasso del titolo, ha aumentato la partecipazione in Kering a oltre il 5%. La stessa società gestisce anche le partecipazioni di altri azionisti, arrivando ad una quota complessiva del 6,9%. In passato, Causeway ha esercitato pressioni sul management delle società partecipate quando non ne considerava soddisfacente l’andamento. Il secondo azionista attivo è Parvus Asset Management, che detiene una partecipazione del 5%. Anche questa società si è resa protagonista di aspre critiche verso il CEO di Accor, Sébastien Bazin, minandone la sua posizione. De Meo, ormai da un anno in carica e prossimo ai primi veri bilanci del suo operato, è avvertito. (mv)
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