Una buona fetta di marchi italiani del lusso sta affrontando un periodo di transizione dal punto di vista gestionale. Se il puzzle dei direttori creativi sembra ormai ben definito, diversi brand sono attualmente senza un CEO, o lo hanno a bordo da poco. Per cui devono ancora imprimere la loro strategia di crescita, che influenzerà l’andamento dei marchi in questa seconda parte dell’anno e nel prossimo. Uno dei gruppi in transizione è sicuramente Armani, a quasi un anno dalla scomparsa del suo fondatore Giorgio Armani. Ma ce ne sono tanti altri…
Le ultime su Armani
La cessione del 15% del capitale del gruppo Armani, secondo le volontà di Giorgio Armani, potrebbe slittare di qualche mese. E quasi sicuramente non avverrà entro marzo 2027 come invece indicato nel testamento. Ci sono due motivi: la società sta ancora svolgendo valutazioni preliminari e il mercato non sta attraversando un momento propizio. Ma oltre ad Armani ci sono diversi marchi che non hanno un CEO.
I brand in continuo shake-up
Prada e Versace, per esempio. Uscito di scena nel giugno scorso Emmanuel Gintzburger, Versace viene guidato dal presidente esecutivo Lorenzo Bertelli. Il marchio Prada non ha un CEO dal giugno 2025, dopo la fine del rapporto con Gianfranco D’Attis. E non sembra esserci un successore all’orizzonte, viste le dichiarazioni del CEO del gruppo Andrea Guerra che considera la nomina di un nuovo amministratore non così indispensabile. Lo scrive WWD.
Ferragamo senza CEO
Viceversa, Salvatore Ferragamo è senza CEO dall’uscita di Marco Gobbetti avvenuta nel marzo 2025. La nuova governance istituita dalla società fiorentina sembra dare i primi risultati, per cui la nomina di un nuovo CEO non è una priorità assoluta. Così come non lo è per il gruppo Tod’s dopo l’uscita di John Galantic, avvenuta dal primo giugno 2026. Due mesi dopo Galantic è diventato CEO della società Roma calcio. Anche Roberto Cavalli, neo acquisto di Marquee Brands, non ha ancora un CEO. La società USA sta ancora organizzando il nuovo modello business.
Gli altri brand
Altri brand hanno accolto un nuovo timoniere da poco. Ad aprile 2026, Dolce&Gabbana ha scelto l’ex CEO di Gucci Stefano Cantino per condividere il ruolo di CEO con Alfonso Dolce. Prima o poi, secondo gli operatori di mercato, i due si divideranno i ruoli, con Dolce che diventerà presidente della fashion house. Laura Burdese è diventata CEO di Bulgari il primo luglio scorso, prendendo il posto di Jean-Christophe Babin che ha occupato lo stesso ruolo per molti anni. Infine c’è la porta girevole Bottega Veneta-Moncler. Domani martedì primo settembre, sarà il primo giorno ufficiale di lavoro come CEO di Bottega Veneta per Romain Spitzer. Che ha preso il posto di Bartolomeo “Leo” Rongone, CEO di Moncler dal primo aprile scorso. (mv)
Foto dal sito di Armani, Versace e Ferragamo
Leggi anche:








