Quattro settembre 2025, quattro settembre 2026. È già passato un anno dalla scomparsa di Giorgio Armani (in foto). La ricorrenza non assume solo il valore simbolico che sempre ha in questi casi. Ma suona anche come l’incedere del tempo per l’esecuzione del piano che lo stesso stilista ha tracciato in sede testamentaria per il gruppo che ha fondato. Secondo il cronoprogramma, il primo 15% del capitale sarebbe dovuto passare entro 18 mesi a uno tra i tre partner individuati da Armani: LVMH, L’Oréal o EssilorLuxottica. Complice la congiuntura e i divergenti interessi, però, la trafila va per le lunghe e secondo le cronache sarà con ogni probabilità necessaria una deroga alla scadenza della primavera 2027.
La congiuntura, intanto
Qualche novità potrebbe trapelare dopo l’8 settembre quando, ricorda MFF, è in programma la riunione del Consiglio di Amministrazione per l’approvazione dei risultati del primo semestre 2026. Le aspettative, a tal proposito, sono caute. Il gruppo Armani viene da un 2025 in cui il fatturato diretto è calato a 2,19 miliardi (-1,5%), mentre l’Ebitda è cresciuto del 3,2%. Nel periodo gennaio – giugno dell’anno in corso dovrebbe trovare conferma la riduzione del giro d’affari, così come i benefici delle riduzioni dei costi. Dal perimetro del giro d’affari (che raddoppia se si tiene conto delle attività in licenza) dipendono non solo le strategie per far fronte allo scenario non semplice del lusso, ma la stessa valutazione del gruppo. Parlando ancora con MFF, Luca Solca (Bernstein) la colloca nella forchetta tra i 5 e i 10 miliardi, non lontana (ma un po’ al ribasso) rispetto alle prime stime 6/12.
È già passato un anno
L’amministratore delegato Giuseppe Marsocci si trova a condurre dialoghi con i candidati all’ingresso nel capitale con simmetrie legati ai relativi interessi: l’alta moda per LVMH, il beauty per L’Oréal e l’occhialeria per EssilorLuxottica. Ma le scelte da prendere per il futuro riguardano anche la proposta stilistica del gruppo, al momento affidata a due consolidatissimi collaboratori del fondatore come Leo Dell’Orco (Uomo) e Silvana Armani (Donna). Tra le ipotesi circolate, ricorda MFF, c’è anche quella di allargare i team a personalità forti in grado di preservare ma allo stesso tempo evolvere le linee. Qualche esempio? “Hedi Slimane per la linea ammiraglia e Dario Vitale per Emporio Armani”. Vedremo. Per il gruppo Armani dopo Giorgio Armani c’è bisogno ancora di tempo.
Foto dai social di Emporio Armani
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