È una scelta che non passa inosservata. Malgrado i numeri del bilancio siano tutt’altro che negativi, anzi, gli Arnault hanno deciso la via dell’austerità sui dividendi di Financière Agache. Il veicolo finanziario attraverso il quale la famiglia mantiene il controllo della galassia LVMH chiude il 2025 con 3 miliardi di utile netto: +16,6% su base annua e miglior risultato dal 2021. Però, ciononostante, la finanziaria riduce il budget dei dividendi per i soci (il fondatore Bernard e i cinque figli) a 336 milioni, meno della metà rispetto agli 839 milioni di un anno fa.
L’anno della finanziaria
“Il taglio non sembra imposto dalla necessità”, scrive il Corriere della Sera, che ha consultato il verbale dell’ultima assemblea della “cassaforte industriale” degli Arnault. Il quadro, dicevamo, è ampiamente positivo. Nel 2025 Agache ha ricevuto dalle società partecipate 3,16 miliardi, valore in crescita rispetto ai 2,68 del 2024. I debiti finanziari, intanto, “sono scesi da 1,1 miliardi a 789 milioni – si legge sul quotidiano milanese –, la cassa è salita a 488 milioni e il patrimonio netto ha raggiunto la cifra gigantesca di 30,8 miliardi. Una potenza di fuoco enorme a cui si aggiungono linee di credito inutilizzate per 3 miliardi”. Da parte, risulta dal conteggio, gli Arnault avrebbero circa 20 miliardi di euro potenzialmente distribuibili.
Le ragioni dell’austerità, allora
Dal Corriere della Sera non resistono alla tentazione di leggere un collegamento tra la scelta sui dividenti di Financière Agache all’inchiesta di Le Monde e ai retroscena sui dissidi tra gli Arnault. Come se papà Bernard (che ha smentito le voci) avesse voluto punire i figli per la litigiosità. Ma le ragioni dell’austerità vanno cercate, più probabilmente, nella congiuntura: “La frenata della cedola potrebbe essere una precauzione”. LVMH è alle prese con un mercato del lusso che stenta a riprendere il volo (malgrado l’ultima trimestrale porti con sé alcuni segni di ripresa) e il titolo che dall’inizio del 2026 ha perso in Borsa il 27%. Vuol dire che la finanziaria per correggere la traiettoria sarà chiamata a investimenti (come gli 1,2 miliardi spesi in partecipazioni nel 2025). Meglio essere parchi oggi, insomma, con le risorse che serviranno domani per tornare a crescere.
In foto (Imagoeconomica) Bernard Arnault con tre dei suoi cinque figli: (da sinistra) Antoine, Delphine e Frédéric
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