Mayhoola, Geox e Golden Goose hanno tutte lo stesso problema

Mayhoola, Geox e Golden Goose hanno tutte lo stesso problema

Hanno tutte lo stesso problema: gli utili. È la conclusione che emerge dai risultati finanziari di 5 aziende della filiera della pelle, che operano dal lusso al segmento medio. Mayhoola (che controlla Valentino e Balmain) è in rosso. Geox migliora, ma il risultato netto è negativo. Golden Goose va a gonfie vele, ma il cambio euro/dollaro ha penalizzato la marginalità. Anche VF Corp. (Timberland, Vans, The North Face) ha prodotto un risultato negativo. Fa eccezione Steve Madden che invece è riuscito a ribaltare il risultato negativo di un anno fa. Ecco il dettaglio.

Hanno tutte lo stesso problema

Secondo quanto appreso da Glitz, i risultati negativi di Valentino e Balmain pesano sul bilancio della casa madre Mayhoola. Il deficit della società del Qatar è di 1,114 miliardi di euro. Nel 2025, Valentino ha riportando una perdita di 103 milioni di euro a fronte di un fatturato di 1,12 miliardi (-15% sul 2024). Per Balmain il fatturato è stato di 171 milioni, -14% sul 2024 (Glitz non indica il risultato economico). Perdite che potrebbero far riflettere, sul futuro dei due marchi, la famiglia Al Thani, alla luce della scomparsa di Hamad bin Khalifa Al Thani, ex emiro del Qatar, che ha comprato i due marchi. Hamad è il padre dell’attuale emiro e unico azionista di Mayhoola Tamim bin Hamad Al Thani.

Il cambio dollaro/euro

Le perdite su cambi causate dalle fluttuazioni del cambio euro/dollaro hanno pesato sul bilancio di Golden Goose. Che ha chiuso il 2025 con ricavi a quota 733,9 milioni di euro (+12,1% rispetto al 2024). Anche il risultato operativo è cresciuto del 18,2% a 155,6 milioni di euro. Ma proprio per colpa del cambio tra la valuta dell’Ue e quella degli States, come sottolinea Il Gazzettino, l’utile netto è sceso del 23,2%, finendo a 40,5 milioni di euro.

 

 

Segno meno per Geox

Geox ha archiviato i primi sei mesi del 2026 con un peggioramento delle vendite, ma con un miglioramento della marginalità, per effetto della politica di contenimento dei costi. I ricavi sono scesi a 270,4 milioni di euro, -11,4% a cambi correnti e -11,6% a cambi costanti. Ma grazie a risparmi operativi per 19,1 milioni di euro, il risultato operativo netto rettificato è positivo per 5,6 milioni, rispetto ai 600.000 euro del 2025. Il risultato netto resta negativo: 3,9 milioni contro 3,1 milioni di un anno fa.

VF Corp. in chiaroscuro

VF Corp. ha superato le aspettative di fatturato e ha rivisto al rialzo le previsioni per l’anno. Ma restano le perdite, così come resta l’incognita Vans, chiamato ad una inversione di tendenza che ancora non si vede. E che ha penalizzato il titolo in Borsa secondo WWD. I ricavi del trimestre aprile-giugno sono diminuiti del 5%, attestandosi a 2,2 miliardi di dollari, un risultato migliore rispetto al calo del 6,8% previsto dagli analisti. A livello di marchi, le vendite di TheNorthFace sono salite del 6%, Vans -8% e Timberland +4%. Le perdite nette si sono ridotte a 119,3 milioni, rispetto a 150,8 milioni del 2025.

Gioie per Steve Madden

Chi invece è riuscito a passare dalla perdita all’utile è Steve Madden. Nel secondo trimestre (aprile giugno) del suo esercizio, i ricavi sono aumentati del 19,1%, raggiungendo 665,9 milioni di dollari. L’utile netto è stato di 27,7 milioni, rispetto alla perdita netta di 39,5 milioni, registrata nello stesso trimestre dell’anno precedente. Wall Street si aspettava un fatturato di 638,4 milioni. Secondo Business of Fashion, l’arrivo del marchio di lusso Kurt Geiger ha rappresentato un notevole impulso per i ricavi di Steven Madden. (mv)

Foto dal sito di Balmain, Golden Goose e Timberland

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