Milano: Prada s’allarga in Galleria, D&G costretta ai sacrifici

Milano: Prada s’allarga in Galleria, D&G costretta ai sacrifici

I momenti dei gruppi della moda si riconoscono anche dai movimenti immobiliari, specie a Milano. Il gruppo Prada s’allarga in Galleria Vittorio Emanuele II, dove ha progettato un mega store su 8 livelli, con un passaggio sotterraneo, e ha preso uno spazio occupato da Feltrinelli. Dolce&Gabbana ha invece disposto l’operazione di sale and lease-back per gli immobili di via Goldoni, dove c’è il quartier generale della griffe, e in via Broggi, sede della divisione casa. L’operazione, di cui si parla da tempo, consentirà alla società di ridurre il debito, in accordo con gli istituti bancari.

Prada s’allarga in Galleria

Prada ha chiesto, e ottenuto, dal comune di Milano di poter utilizzare un locale interrato di 189 metri quadri in via Foscolo, finora occupato dalla libreria Feltrinelli. Secondo quanto riporta Il Giorno, Prada verserà nelle casse del Comune meneghino un canone di 275.065 euro al mese, ovvero 121 euro al metro quadrato. Il locale è propedeutico alla realizzazione del progetto di una maxi boutique a 8 piani sotto la cupola centrale. Per Milano Today, lo spazio dedicato ai prodotti Donna sarà collegato a quello per i prodotti Uomo da un passaggio sotterraneo. Sopra la boutique Uomo ci saranno un museo e un appartamento.

I sacrifici di D&G

L’operazione prevede che Dolce&Gabbana ceda gli immobili in cambio di liquidità utile a ripianare il quadro debitorio. Ma che ne resti inquilina in locazione. Ogni mese il gruppo pagherà un canone leasing e alla scadenza del contratto sarà di nuovo proprietaria degli immobili. Come scrive La Stampa, per il perfezionamento dell’operazione saranno coinvolti operatori e advisor del settore immobiliare per avviare la ricerca di investitori e fondi specializzati.

 

 

La governance

Contestualmente all’approvazione del sale and lease-back, il CdA del gruppo ha ridefinito la governance. Il CEO Stefano Cantino si occuperà della gestione operativa delle quattro aree del business: retail; casa; gioielli e orologi; marketing e comunicazione. Non solo, anche della crescita commerciale e dell’immagine del brand. Il CEO avrà un’autonomia di spesa fino a 3 milioni di euro per singolo atto, scrive the Platform. Il presidente Alfonso Dolce avrà la piena operatività della gestione del gruppo e potrà decidere di operazioni senza nessun limite di importo. (mv)

Foto Shutterstock

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×